da L'AZIONE di Domenica 11 settembre 2011 - pagina 27 - Conegliano              

VIENE DAL SENEGAL, ORGANIZZA TANTE INIZIATIVE                

Sabato 10 settembre al Dina Orsi di Conegliano ci sarà una distribuzione di materiale di cancelleria scolastica – quaderni, matite, gomme, penne – a cura dell’Associazione donne senegalesi “Lavorare per crescere”. La consegna alle famiglie immigrate più bisognose, di tutte le nazionalità ed etnie, avverrà a partire dalle 15.
«Al momento (mercoledì, ndr) abbiamo raccolto materiale per un centinaio di persone, ma le richieste saranno almeno il doppio» spiega Die Tall, donna senegalese di 40 anni, madre di sette figlie, tutte in scala dai 4 ai 18 anni, e anima dell’associazione che riunisce una ottantina di donne del suo stesso paese.

Arrivata in Italia nel 1995, Die Tall vive in un appartamento della zona stadio. La sua principale occupazione, dopo la cura della famiglia, è la solidarietà. Ogni ultima domenica del mese, presso l’ex Informagiovani in piazzale San Martino, gestisce il Banco alimentare dove, dalle 15 alle 20, vengono consegnati generi alimentari a chi ne ha più bisogno, italiani compresi.
«Ogni ultimo giovedì del mese – racconta la donna – vado al Banco alimentare a Udine a rifornirmi e porto le scorte alimentari a Conegliano. Quindi la domenica successiva le distribuiamo. Ad aiutarmi ci sono anche cinque volontari italiani. Vengono in genere 150-170 persone alla volta».

Un numero non indifferente. Che registra l’impoverimento crescente di quella fascia di popolazione – gli immigrati, appunto – più esposta alla crisi economica che ancora batte impietosa, con fabbriche che chiudono e posti di lavoro che saltano. Scontato che i primi a pagare siano proprio i lavoratori stranieri e, con essi, le loro famiglie con tante bocche da sfamare (e nonostante tutto, per loro i figli rimangono un valore irrinunciabile e te li mostrano con orgoglio, come le sette “principesse” di casa Tall, una più bella dell’altra).

Ecco che, dunque, la solidarietà nasce dove c’è bisogno. E i bisogni delle famiglie straniere, specie se numerose, sono tanti. Die Tall, che riunisce le sue associate una volta al mese presso la sede della Cisl, conosce bene la situazione delle donne, che è anche la sua. «I problemi sono tanti, la maggior parte di noi donne straniere non ha un lavoro, e i mariti, con la crisi, stanno perdendo il loro – spiega –. Abbiamo tanti bambini, le nostre famiglie sono numerose, e si fa fatica ad arrivare a fine mese. Per le donne, poi, c’è anche il problema della lingua italiana, fanno fatica a seguire i corsi perché ognuna ha 3-4 figli».
Anche le senegalesi, insomma, aspirano a «lavorare per crescere», e intanto non si perdono d’animo, mettono in piedi reti solidali per aiutarsi a vicenda. Come se questo non fosse un lavoro.

Francesca Nicastro

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