
E' stata assai significativa e partecipata la cerimonia solenne dell'insediamento del nuovo vescovo di Treviso, mons. Gianfranco Agostino Gardin, nativo di San Polo di Piave.
Ieri pomeriggio l'arcivescovo ha fatto il suo ingresso nella diocesi di Treviso, accolto da tanta gente, e compiendo alcuni segni che lasciano intuire una sensbilità ed un'attenzione particolari.
Sulla strada per andare a Treviso, nel programma è stata inserita anche una sosta per salutare gli anziani ospiti della casa di riposo dell'istituto Menegazzi, a San Giuseppe.
Ad accogliere mons. Gardin, lungo le strade del centro storico e nel Duomo di Treviso, c'erano migliaia di fedeli.
Nella sua prima omelia da vescovo di Treviso mons. Gardin ha innanzitutto confessato "la sensazione della mia piccolezza e inadeguatezza" chiedendosi con umiltà se merita di servire questa Cheisa, così "bella" e così "ricca spiritualmente".
Hanno partecipato alla celebrazione due cardinali (Angelo Scola, patriarca di Venezia, e Franz Rodé, a capo della Congregazione per gli istituti di vita consacrata), ad una decina di vescovi, a circa 200 tra sacerdoti e religiosi, a numerose autorità: numerosi sindaci, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni ed anche il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.
«Chiedo a coloro, che sono particolarmente sensibili alle sofferenze dei poveri, di aiutarmi ad essere attento all’invocazione, magari appena percettibile, di coloro che sono colpiti da forme diverse di povertà». Non senza aver sottolineato di essere «qui per costruire ogni giorno comunione: ancora una volta con voi, e non senza di voi».
Richiamando san Francesco, mons. Gardin, ha anche sottolineato: "I frati devono essere lieti quando vivono tra persone di poco conto e disprezzate, tra poveri e deboli, infermi e mendicanti".
Commenti