da L'AZIONE di Domenica 7 febbraio - pagina 11

 

Don Giacomo Boccalon arrivò a Ghirano il 29 giugno 1958, nominato parroco dall’allora vescovo monsignor Albino Luciani. E vi rimase per 43 anni.
Trovò un paese diviso da lotte politiche e contestazioni. Con la sua pazienza e con tanta diplomazia riuscì a calmare gli animi e instaurare un clima di serenità e concordia in poco tempo. Negli anni 1965 e 1966 il paese di Ghirano venne colpito dalle alluvioni, le quali danneggiarono fortemente le abitazioni e la chiesa e distrussero letteralmente la casa canonica. In quell’occasione don Giacomo salvò coraggiosamente gran parte dell’antico archivio parrocchiale.

Anche in quella situazione così critica non si perse d’animo, si diede da fare e prima pensò alla chiesa e poi a ricostruire la canonica, la quale, in qualche anno, fu portata a compimento, più bella, moderna e spaziosa di prima.
Essendo questo edificio dotato di aule, decise di aprire una scuola serale aperta a tutti, sia di Ghirano che dei paesi limitrofi, intitolandola a Francesco Dall’Ongaro. Si avvalse degli insegnanti del collegio Brandolini di Oderzo e con gli aiuti finanziari e di sponsor e della provincia riuscì a far fronte alle spese. Da questa scuola uscirono 52 ragionieri e un centinaio di licenziati di scuola media.

Dalle autorità civili fu insignito del titolo di commendatore e altre benemerenze.
La parrocchia progrediva anche spiritualmente, tanto che il 40 per cento della popolazione frequentava la chiesa.
Tutto questo, però non gli bastava. Volle fare qualcosa di grande perché servisse alle future generazioni. Fece costruire un edificio, che all’inizio fu giudicato faraonico, che servisse alle opere sia sociali che religiose. Volle chiamarlo “Casa famiglia” e “Porte aperte” l’associazione che lo gestisce.

Anche quest’opera fu realizzata in breve tempo ed è meravigliosamente funzionante attualmente.
Sia le preoccupazioni economiche che il male fisico ebbero ragione sulla sua fibra forte e dopo lunghe sofferenze (dial isi e terapie varie) chiuse la sua esistenza all’età di 79 anni. Venne sepolto nella natia San Giovanni di Motta di Livenza.
Il suo ricordo resterà indelebile in tutti i ghiranesi perché è stato veramente un buon pastore e come disse monsignor Ravignani: «Don Giacomo è stato un bravo prete».
Lauretta Dus