Attualità
stampa

Medico e suora in Sud Sudan

La storia di Marianna Santin, 35 anni, comboniana.

Medico e suora in Sud Sudan

Marianna Santin, 35 anni, missionaria comboniana, medico. Segni particolari: amata da Cristo. Che fa cose grandi con chi gli dona il suo cuore. Come trasformare una timida, insicura, introversa ragazza in una donna forte, capace di reggere sulle spalle, con pochi colleghi, il St Daniel Comboni Catholic Hospital, l’ospedale diocesano di Wau, una delle città più popolose del Sud Sudan, nella regione dell’Ovest Bahr El Gazal.

Il Sud Sudan, nero e in gran parte cristiano, è una terra martoriata, ricca di petrolio e di bambini-soldato. L’indipendenza dal Nord, arabo e musulmano, il 9 luglio 2011, avrebbe dovuto dare inizio ad un’epoca di pace e sviluppo, dopo 50 anni di conflitto, due guerre civili e milioni di morti. Ma la rivalità tra il presidente Salva Kiir e l’ex vice Riek Machar ha generato, dal dicembre scorso, un nuovo sanguinoso conflitto interno, segnato dalla spaccatura tra le etnie Dinka e Nuer, che ha già causato oltre 10 mila morti e quasi un milione di sfollati.

Per Marianna l’Africa è stato un destino cercato, desiderato, voluto. Un po’ come il fondatore del suo ordine, il sacerdote Daniele Comboni, bresciano di Limone sul Garda, che a metà Ottocento fu profetico pioniere delle missioni africane, la Nigrizia amata con dedizione fino alla (prematura) morte («Io muoio ma la mia opera non morirà», e aveva ragione).

Andare in missione è stato per Marianna un sogno accarezzato fin da bambina. Da laica, però. L’idea di diventare suora, per lei, abile nello scherma e nel triathlon, appassionata del gioco al pallone e dello studio, non entrava nel novero delle possibilità. Eppure. Eppure con Cristo non si scherza. Da quando, un giorno, alla scuola elementare la maestra lesse in classe un brano dal Vangelo di Matteo  - “Amate i vostri nemici” - la lettura della Parola di Dio diventa un appuntamento quotidiano. Un seme coltivato con cura che germoglierà al momento giusto. E, nelle difficoltà, poi, c’è l’esperienza unica, inaudita, della misericordia del Padre, che nel tempo si farà certezza, guida, roccia su cui costruire la vita.

Quando arriva la “chiamata” Marianna è una ragazza di 25 anni, in procinto di laurearsi in Medicina a Padova. «Sembrava una follia anche a me ma quando ti senti chiamato semplicemente non puoi non seguirLo». Dopo la laurea, inizia il tempo della formazione: il postulato in Spagna e il noviziato a Milano. Quindi, l’8 dicembre 2010, la consacrazione a Dio per la missione.

Negli anni di università, era stato una costante l’incontro con i poveri e con gli “ultimi”: i ragazzi diversamente abili dell’Associazione Sergio Piccin, a Conegliano, e i piccoli immigrati aiutati a fare i compiti a Padova, «la mia seconda e vera università».

Marianna realizza il suo sogno e parte per l’Africa. Si ferma prima cinque mesi in un ospedale diocesano in Uganda e poi, finalmente, arriva a Wau, dove oggi condivide con altre sei sorelle, di diverse nazionalità, una vita semplice, di preghiera e intenso lavoro. Tra loro c’è la trentina suor Maria Martinelli, «fede incrollabile e abile chirurgo», direttrice e anima St Daniel Comboni Hospital, che la sta introducendo alla chirurgia.

In questi giorni Marianna è a casa, ed è una festa per la sua famiglia e i suoi amici. Non tornava da tre anni. Ripartirà per il Sud del Sudan il 20 luglio.

L’Africa è accoglienza, ospitalità, solidarietà, semplicità. Ed è, allo stesso tempo, arretratezza, sopruso, ingiustizia, sofferenza, ignoranza. L’Africa è sorriso e disperazione. Ma chi ha imparato a lasciare spazio a Dio nella sua vita, considera questa terra semplicemente una benedizione, la possibilità costante di sperimentare la propria fragilità e i propri limiti e di abbandonarsi nelle Sue mani: «Attraverso gioie e dolori sto imparando che siamo molto fragili ma la nostra vita è nelle mani di Dio, Padre misericordioso… Quello che conta è affidarsi a Lui ed essere piccoli testimoni della sua infinita misericordia gli uni per gli altri».  

La vita all’ospedale di Wau - quattro reparti: medicina, pediatria, chirurgia, maternità - per un totale di 100 posti letto, è un’incessante opera di fede: 200-250 bimbi e adulti visitati ogni giorno per malaria e infezioni respiratorie e gastrointestinali (sono le patologie più frequenti), 7-8 parti al giorno, «a volte complicati perché le mamme arrivano con parti ostruiti da villaggi lontani».

_______

Nel Sud Sudan il bisogno sanitario è enorme: la mortalità materna e infantile è tra le più alte al mondo, scarseggiano infermieri e medici, e anche i farmaci e le attrezzature. Per chi volesse sostenere l’opera di suor Marianna e delle sue consorelle all’ospedale Sr Daniel Comboni Hospital di Wau può utilizzare questi riferimenti, scrivendo come causale: Ospedale Wau-Sud Sudan - Sr Marianna.

  • C/c postale n. 86731361 intestato a: Associazione Comboniane nel mondo Onlus C.P: 12341 Roma Belsito 00135 ROMA
  • Bonifico bancario  presso: Credito Valtellinese Via S Pio X , 6/10  00136 ROMA                      intestato a : Associazione Comboniane nel mondo Onlus  Viale Tito Livio 26   00136 ROMA Codice IBAN IT 58 A  05216 03229 000000010653

Contatti: mariannasantin@yahoo.it  www.comboni.org  www.comboniane.org

Medico e suora in Sud Sudan
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento