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Padre Cosma, martire per amore

Nel 1980 in El Salvador veniva ucciso padre Cosma Spessotto, di Mansuè. Il fratello e la sorella suora parlano del religioso, che sarà ricordato alla veglia dei martini venerdì 22 marzo a Mansuè, con il vescovo Corrado.

Padre Cosma, martire per amore

Padre Cosma Spessotto nacque a Mansuè nel 1923 in una famiglia numerosa e a 12 anni entrò nel Seminario francescano di Lonigo (Vicenza). Dopo la sua ordinazione sacerdotale, nel giugno 1948, espresse il desiderio di partire missionario per la Cina, ma la situazione politica lo impediva. Fu inviato a San Juan Nonualco, in El Salvador, allora una delle nazioni più povere del continente americano. Là costruì una nuova chiesa (con le campane donate dalla parrocchia di Mansuè), poi dei laboratori per insegnare ai ragazzi un mestiere e una scuola parrocchiale per le classi elementari. Sacerdote mite e umile predicò la giustizia e la carità, l’amore fraterno e il perdono a tutti, specie ai suoi campesinos disperati per le tristi e misere condizioni di vita, anche a causa della lunga guerra civile. Il suo motto era “Le idee non si affermano con le armi”.
La sua opera dava fastidio ai guerriglieri: quando venne barbaramente ucciso un suo giovane laureato, padre Cosma espresse la sua profonda indignazione. Padre Cosma incontrò anche i capi dei guerriglieri per farli desistere dalla strada della violenza e si oppose fermamente all’occupazione della sua chiesa, affinché essa non diventasse simbolo di guerra. Rivolgendosi in più circostanze ai belligeranti li supplicò al grido: «Ammazzate me, ma non profanate la casa di Dio. Se vorrete entrare in chiesa, dovrete passare sopra il mio cadavere». Le minacce non si fecero attendere. «Quel frate deve tacere o ben presto sarà eliminato». E gli venne teso un agguato: la sera del 14 giugno 1980 padre Cosma cadde sotto le raffiche dei mitra mentre stava pregando davanti alla statua della Madonna.
Padre Albano Ferro, che prese il suo posto a San Juan Nonualco, disse: «L’hanno ucciso perché amava i poveri. Adesso i poveri vengono qui, accendono un lumino e raccontano miracoli». Sono molti gli abitanti del posto che dichiarano di essere stati miracolati da padre Cosma. La sua tomba, sempre piena di fiori, è meta continua di fedeli. E la parrocchia lo ricorda con celebrazioni particolari nell’anniversario della nascita e in quello della morte.
Alla celebrazione nell’anniversario della morte, il 14 giugno 2018, ha partecipato addirittura il presidente del Salvador Sánchez Cerén. «A nome dello Stato salvadoregno – ha detto – chiediamo perdono per tutte le azioni commesse in passato che hanno violato i diritti umani». «Il suo messaggio di amore e perdono deve rimanere nei cuori di tutti i salvadoregni», ha sostenuto, aggiungendo: «Come presidente della Repubblica, aderisco a questa richiesta della Chiesa cattolica: esprimiamo i nostri voti per la canonizzazione rapida di padre Cosma Spessotto, pastore e martire del popolo salvadoregno».
Nel 2017 anche in consiglio comunale di Mansuè si parla di padre Cosma, con una richiesta, approvata all’unanimità, per la sua beatificazione.
A Mansuè una lapide lo ricorda in una cappella del cimitero, con queste parole: “La comunità di Mansuè ricorda con fierezza e commozione padre Cosma Spessotto martire francescano figlio illustre di questa terra ucciso il 14 giugno 1980 a San Juan Nonualco (El Salvador) per aver creduto all’amore di Dio e dei fratelli”.

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