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AVVENTO: "VIENI, PRINCIPE DELLA PACE!"

L'editoriale per l'inizio di Avvento

Parole chiave: Avvento (1), Natale (2), pace (15), Terra santa (6), Ucraina (7)
AVVENTO: "VIENI, PRINCIPE DELLA PACE!"

L’incertezza e l’angoscia del periodo della pandemia ci hanno fatto avvertire la nostra vita come precaria e vulnerabile, costringendo così tutti noi ad essere vigili e attenti a quanto accadeva all’intero pianeta. Per certi versi, in quel periodo di paura e isolamento, la nostra scala di priorità appariva mutata, restituendoci il valore delle relazioni. L’imprevedibilità della pandemia ci ha aiutato anche a riscoprire il valore e l’intensità di alcune espressioni chiave del tempo di Avvento come “Vegliate”; “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”…Eppure è bastato troppo poco per lasciarci alle spalle tutto questo. Quasi  come se nulla fosse accaduto, a poche settimane dalla fine dello stato di pandemia, le Forze armate della Federazione Russa il 24 febbraio 2022, hanno invaso il territorio ucraino, segnando così una brusca escalation del conflitto russo-ucraino. Un nuovo focolaio di morte che si è aggiunto a quelli che da tempo si consumano in Siria, nello Yemen, nel Sud Sudan, nella Repubblica Centrafricana, nel nord del Mozambico (Cabo Delgado), nel Nord Kivu e Ituri della Repubblica democratica del Congo, nel Tigray in Etiopia. Come se non bastasse, lo scorso 7 ottobre gruppi armati palestinesi attaccano Israele provocando oltre 1.300 morti dando nuovo vigore all’incendio, mai domato, del conflitto israelo-palestinese. La situazione è drammatica, la più grave che si sia mai vista dagli anni ’70.

L’Avvento ci presenta la figura di Giovanni Battista, come colui chiamato ad essere precursore di Cristo, a lui è affidato l’arduo compito di “svegliare  le coscienze”, affinché tutti possano avere la possibilità di ravvedersi, di convertirsi, per accogliere il Signore che s’incarna nella storia.
Durante il suo papato, Francesco ripetutamente, utilizzando tutti i luoghi e le forme possibili, ha parlato “a tutti gli uomini di buona volontà” per ribadire l’importanza di vivere nella nostra casa comune riconoscendoci tutti fratelli. Un grido di solitudine che è denuncia contro i crimini e le ingiustizie nei confronti del creato, delle creature e del Creatore.
Il grido del Papa, non è solo di denuncia, ma è un grido di richiamo alla responsabilità personale per la realizzazione di un’ecologia integrale, che diviene impegno, ricco di speranza. Questo sentimento spirituale, peculiare dell’attesa del Cristo Veniente, ci aiuta anche a desiderare la realizzazione della profezia di Isaia: “Il lupo dimorerà insieme con l’agnello; il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà”.

In questo frangente della storia, in cui l’odio sembra più forte dell’amore,  insieme come Chiesa ci impegniamo a vivere l’Avvento chiedendo a Cristo Gesù, Principe della pace, di spezzare i vincoli di morte dei tanti fronti bellici attualmente aperti, perché nel mondo intero si realizzi quella convivenza - pacifica e riconciliata - che Isaia profetizza.
Una preghiera che possa sempre più nella nostra quotidianità essere  testimonianza e cura nell’ essere costruttori di pace: raddrizziamo i sentieri delle nostre relazioni, spesso deformati da vecchi e nuovi rancori. Dio si è fatto uomo per mostrare all’ uomo la possibilità reale di vivere l’Amore.

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