Oggi Domenica
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Un Crocefisso, Re

Le riflessioni sul Vangelo della domenica.

Un Crocefisso, Re

Domenica 20 novembre - Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo - anno C - salmi propri - colore liturgico bianco 2Sam 5, 1-3; Sal 121; Col 1, 12- 20; Lc 23, 35-43

Andremo con gioia alla casa del Signore l centro del Vangelo della liturgia di Cristo, Re dell’Universo, c’è l’evento della Croce. Durante quest’anno liturgico, in compagnia dell’evangelista Luca, ci siamo davvero convinti che il Crocefisso-Risorto è il nostro Re? Abbiamo seriamente messo in discussione le immagini non evangeliche della nostra fede, per accogliere il Volto di Dio rivelato da Gesù? Luca parla dello spettacolo della croce. Uno spettacolo inatteso, che ha deluso e allontanato gli amici più intimi di Gesù; Lui si è caricato la croce sulle spalle e loro le spalle le hanno voltate, condannando- A lo alla solitudine. È lo spettacolo del Figlio di Dio che svela nella sua nudità crocefissa il vero volto di Dio. Nessun effetto speciale, nessuna flotta di angeli soccorritori, nessuna controfigura. Lui nudo, straziato, scarnificato è la trascrizione più vera del volto di Dio, la manifestazione più limpida della sua regalità d’amore. Quell’uomo appeso alla croce, abbandonato e tradito è il nostro Dio, è il nostro Re. Un adagio popolare dice che come si vive si muore, sottolineando la continuità tra lo stile intrapreso nella vita e la disposizione alla fine, alla morte. Il vangelo di Luca fa emergere l’attenzione di Gesù verso gli altri anche sulla croce. C’è una promessa nei confronti del malfattore che riconosce i suoi errori: “Oggi con me sarai nel paradiso”. E dire “paradiso” è evocare l’immagine di un luogo meraviglioso, pieno di alberi, di fiori, di fontane d’acqua, di profumi: il massimo della bellezza, ove si vive la felicità più assoluta senza mai essere sfiorati dal dolore. Sì, per il sacrificio di questo Re si spalancano di nuovo i cancelli dell’Eden, i cancelli del paradiso terrestre che furono chiusi quando da quel luogo furono cacciati Adamo ed Eva. Quei cancelli tornano ad essere aperti e il primo ad attraversarli è proprio uno che non avremo mai pensato che ne fosse meritevole: un ladro. Cristo è Re perché non esclude nessuno, ma accoglie. Le braccia di Gesù, distese e inchiodate in un abbraccio che non può più negarsi, dicono solo accoglienza, cuore aperto molto prima del colpo di lancia. La croce è l’abisso dove Dio diviene l’amante. Ma davvero lo vogliamo questo Re crocefisso? Un Dio senza bacchetta magica, che si china sui piedi dei suoi discepoli e li lava con cura, un Dio che consegna la sua memoria nel fragile gesto del pane spezzato, che non toglie il dolore, ma lo condivide, che non ci sottrae alla morte fisica, che perdona e giustifica i suoi assassini, che sceglie come primo inquilino del nuovo Regno il malfattore crocefisso al suo fianco, che muore abbandonato da tutti i suoi amici, che nella solitudine più totale e straziante consegna il suo Spirito al Padre. Sicuri? Lo vogliamo, lo scegliamo davvero un Re così?

Don Piergiorgio Sanson

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