Allarme droga! Stabili i dati sui furti
Presentati in Prefettura i dati relativi all'andamento della sicurezza pubblica nel 2018 nella Marca.
Redazione Online
03/05/2019

Torna a preoccupare lo spaccio e l’uso delle droghe, mentre si sono stabilizzati i dati relativi ai furti e ad altri delitti, dopo il notevole calo degli anni precedenti.La scorsa settimana il prefetto di Treviso, Maria Rosaria Laganà, assieme al questore, ai comandanti provinciali dei Carabinieri, della Guardia di finanza e dei Vigili del fuoco, ha presentato i dati relativi all’andamento della sicurezza pubblica in provincia nell’anno 2018. Presenti, tra gli altri anche il procuratore della Repubblica di Treviso e il sindaco di Treviso Mario Conte.I dati statistici indicano come nel 2018 si sia registrato un lieve aumento del numero dei delitti denunciati rispetto all’anno precedente, il 2017 (+1,45%), ma comunque in forte calo rispetto ai valori registrati negli anni dal 2013 al 2016 (-19,83% rispetto al 2013).Nell’anno 2018 sono stati complessivamente denunciati 22.677 delitti contro i 22.353 del 2017, seppur assai meno rispetto, ad esempio, ai 28.288 del 2013.I furti continuano a costituire il delitto più denunciato (11.693), rappresentando il 51,56% del totale, in lieve incremento rispetto agli 11.612 del 2017, ma sempre inferiori ai 12.964 del 2016.Invece, a segnare un incremento rispetto agli anni precedenti è il numero dei reati legati allo spaccio di stupefacenti, a testimonianza di un fenomeno, quello dell’uso delle droghe, che assume sempre più rilevanza sociale, specie tra i giovani: dalle 163 denunce del 2015 si è passati alle 220 del 2017 alle 238 del 2018.Analogamente è cresciuto il numero degli assuntori segnalati alla Prefettura per consumo personale, anche a testimonianza di un accentuato impegno delle forze di polizia nell’azione di contrasto: dalle 567 del 2015 si è passati alle 661 nel 2017 e alle 907 del 2018. Sostanzialmente stabile, anche se oscillante, il numero delle espulsioni adottate, 153, a fronte delle 147 nel 2015, 178 nel 2016 e 162 nel 2017, mentre si è ulteriormente ridotta la presenza dei richiedenti asilo nei centri straordinari, passati dai 2.076 al 31 dicembre 2017 ai 1.467 al 31 dicembre 2018.Un capitolo a parte, nella presentazione dei dati è stato quello delle infiltrazioni della delinquenza di tipo mafioso: in provincia di Treviso il 2018 non ha visto l’adozione di interdittive antimafia. E nel mese di dicembre, il Gruppo interforze, istituito alla Prefettura di Treviso, e l’Ispettorato territoriale del lavoro di Treviso hanno eseguito un primo accesso presso il cantiere della Pedemontana di Spresiano, in attuazione del “Protocollo di legalità ai fini della prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata, relativamente ai lavori di realizzazione della superstrada Pedemontana veneta”, sottoscritto nell’agosto 2018 dalle Prefetture di Treviso e Vicenza, dalla Regione Veneto e dalla Società Superstrada Pedemontana veneta spa. «L’azione di prevenzione – ha sottolineato il prefetto – dalle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico sano rappresenta un obiettivo prioritario delle forze di polizia, in quanto nessun territorio può considerarsi esente da tale pericolo».Il prefetto Laganà ha inoltre sottolineato come il decreto legge 14/17 e il decreto-legge 113/18 aprano nuovi e importanti scenari di collaborazione interistituzionale e di gestione della sicurezza integrata. E ha ribadito che «per il raggiungimento dell’obiettivo di garantire un elevato standard di sicurezza, la quale costituisce un requisito dell’esercizio delle libertà dei cittadini, rimane imprescindibile l’apporto, oltre che delle forze di polizia, degli enti locali». FP






