
Nell’anno nero dell’instabilità globale, tra tensioni geopolitiche, conflitti e dazi, sono il motore veneto del Made in Italy nel mondo, con 49,4 miliardi di export nel 2025, pari al 61,7% del totale regionale. Ma rischiano di rallentare per carenza di profili e competenze: oltre un’assunzione su due, il 55,2%, è difficile da coprire. È il doppio volto delle “4 A” del Made in Italy nel Veneto, vale a dire i settori tradizionali su cui si identifica l’eccellenza e il “saper fare italiano”, rappresentati da abbigliamento e moda, agroalimentare, arredo-legno, automazione e automotive, a cui si aggiungono i nuovi filoni ad alto contenuto tecnologico (scienze della vita e aerospazio, blue economy e difesa, industria culturale).
Nel perimetro delle “4 A” operano in Veneto oltre 93 mila imprese con 368 mila addetti. Un sistema produttivo che rappresenta una sintesi dell’identità economica e culturale del territorio, trasformando materie prime in valore, creatività e qualità riconosciuti sui mercati internazionali. Il peso economico è altrettanto rilevante: le “4 A” generano 34,8 miliardi di valore aggiunto (anno 2023), pari al 19,6% del totale privato e a quasi il 70% della manifattura in senso lato. A guidare è l’automazione-automotive con 13,3 miliardi, seguita da arredo e legno (8,4 miliardi), agroalimentare (8,1 mld) e abbigliamento-moda (5 mld).
Sui mercati esteri, il contributo è decisivo: anche in un anno difficile come il 2025, l’export ha raggiunto 49,4 miliardi di euro, in modesta flessione sul 2024 (-0,6%), ma con un surplus commerciale di 11,6 miliardi. Traina le vendite estere in valore l’automazione e automotive (25 miliardi, -1,6%), seguono abbigliamento, moda (oltre 10,6 miliardi, -2,6%), agroalimentare (quasi 10,5 miliardi), arredo e legno (3,3 miliardi, -2,7%), con dinamiche differenziate che vedono una spinta rilevante del comparto agroalimentare (+4,8%). L’impatto dei dazi Usa e del dollaro svalutato appare differenziato: il sistema moda dribbla le difficoltà e cresce del 15,9% negli Stati Uniti, soffre il legno-arredo (-11,8%), flessione contenuta per automazione (-3,9%) e agroalimentare (-3,6%).
Ancora ridotti gli acquisti dalla Germania per automazione-automotive (-2,1%) e sistema moda (-4%), in ripresa agroalimentare (+6,8%) e legno-arredo (+2,7%). Tra le geografie emergenti spicca il Medio Oriente, in particolare Emirati Arabi Uniti (+41,4% automazione, +5,5% sistema moda, +2,9% agroalimentare), oggi in bilico per l’impatto del conflitto, ma anche l’India (+37,5% automazione e automotive). A fronte di questa forza, emerge però con evidenza il nodo del lavoro, con il crescente mismatch tra domanda e offerta.
Nel 2025 le imprese venete delle “4 A” del Made in Italy hanno cercato 90.410 lavoratori, ma 49.935 - pari al 55,2% del personale necessario - sono risultati difficili da reperire. Le criticità più elevate si registrano nell’industria metallurgica e dei prodotti in metallo (64,6% dei lavoratori introvabili), nei macchinari e mezzi di trasporto (58,3%), nel tessile, abbigliamento e calzature (55,3%) e nel legno-arredo (54,1%), mentre anche nell’alimentare e bevande la quota resta significativa (40,5%).




