ECONOMIA: decreto bollette (con sorprese)
Approvato dal Consiglio dei ministri, prevede misure per la riduzione costo energia
Redazione Online
23/02/2026

Il Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2026 ha approvato un decreto legge che introduce misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas a favore di famiglie e imprese, con l’obiettivo di sostenere la competitività del sistema produttivo e accompagnare la decarbonizzazione dell’industria.

Il provvedimento, dal valore complessivo di oltre 3 miliardi di euro, interviene – come ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin – per garantire energia a prezzi più bassi per famiglie e imprese, con risparmi effettivi in bolletta.

Per quanto riguarda le famiglie, è previsto un contributo aggiuntivo di 115 euro annui sulla bolletta elettrica per 2,7 milioni di nuclei vulnerabili che già percepiscono il bonus sociale pari a 200 euro all’anno. Il beneficio complessivo salirà così a 315 euro annui, cifra che corrisponde a circa la metà del costo medio annuale della bolletta elettrica.

Il decreto prevede inoltre un contributo fino a 60 euro sulla bolletta elettrica per circa 4,5 milioni di famiglie con Isee inferiore a 25.000 euro e non titolari di bonus sociali. Questo contributo sarà riconosciuto su base volontaria dalle imprese venditrici di energia elettrica, a copertura dei costi di acquisto dell’energia del primo bimestre utile dell’anno. Ai venditori che aderiranno al meccanismo sarà rilasciata un’attestazione utilizzabile anche a fini commerciali.

Sul fronte delle imprese, è previsto un contributo sulla bolletta elettrica pari a 431 milioni di euro per il 2026, 500 milioni per il 2027 e 68 milioni per il 2028, destinato a tutte le aziende. Il beneficio si tradurrà in uno sconto di 3,4 euro per megawattora nel 2026, di 4 euro nel 2027 e di 0,54 euro nel 2028. Le risorse necessarie deriveranno da un incremento di due punti percentuali dell’aliquota Irap applicata alle imprese di alcuni comparti del settore energetico.

Un ulteriore contributo di 850 milioni di euro è destinato alle imprese e corrisponde a uno sconto di 6,8 euro per megawattora. In questo caso le risorse provengono dalla riduzione delle tempistiche di giacenza degli oneri di sistema, versati dai venditori, nelle casse delle imprese distributrici di energia elettrica.

Il decreto promuove inoltre il ricorso ai Power Purchase Agreement, contratti di fornitura a lungo termine, da parte delle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di favorire l’acquisto di energia pulita a costi inferiori e più stabili nel tempo. È previsto un incentivo all’aggregazione della domanda tramite associazioni di categoria, aggregatori territoriali e Acquirente unico, società pubblica del gruppo Gse. Il Gse svolgerà il ruolo di garante di ultima istanza per i soggetti qualificati. La finalità dichiarata è quella di favorire il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas, garantendo energia rinnovabile a prezzi più contenuti.

Nulla da eccepire sul contributo aggiuntivo di 115 euro per le famiglie in maggiore difficoltà. Qualche interrogativo, invece, suscita il contributo fino a 60 euro riconosciuto “su base volontaria” dalle imprese venditrici di energia elettrica. L’adesione al meccanismo, infatti, non è obbligatoria per legge ma rimessa alla libera scelta delle aziende. Una formulazione che solleva dubbi sull’effettiva applicazione della misura e su quante imprese decideranno concretamente di aderire.

Sergio Criveller

(per maggiori info: www.sergiocriveller.it)