ECONOMIA: INPS ricodifica come edili le imprese impiantistiche
L’allarme lanciato da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana
Redazione Online
09/04/2026
Un colpo a sorpresa dell’INPS sta generando forte disorientamento e preoccupazione tra le imprese artigiane di impianti elettrici, termoidraulici, telecomunicazioni e antennisti della Marca Trevigiana e dell'intero Veneto. L'Istituto ha infatti ricodificato d'ufficio e con efficacia retroattiva dallo scorso 1° luglio queste aziende come "edili", assegnando loro il regime contributivo tipico del settore. Come denunciato da Armando Sartori (nella foto), presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, la decisione improvvisa — giunta senza alcun confronto preliminare o comunicazione ufficiale — rischia di causare errori contributivi, sanzioni e pesanti ricadute economiche e amministrative per circa 500 imprese a Treviso (3.000 dipendenti) e 4.000 in Veneto (24.000 dipendenti).
La principale conseguenza di questo cambio di inquadramento riguarda il limite dimensionale dei dipendenti per mantenere la qualifica di artigiano, che scende drasticamente da 22 a soli 10. Le aziende con almeno 11 addetti perdono così i benefici della legge quadro sull’artigianato (n. 443/1985) e vengono riqualificate come industriali, con un incremento della contribuzione INPS compreso tra il 3% e il 6%. A questo si aggiunge la necessità di cambiare il CCNL da artigiano meccanico a edile o meccanica industria (inclusa la gestione della bilateralità), con maggiori costi annui per dipendente che variano da 2.000 euro (fino a 10 addetti) a 2.500 euro (da 11 a 22 addetti). Di fronte a questa improvvisa turbativa che compromette la competitività del territorio, Confartigianato Marca Trevigiana chiede il ripristino immediato della situazione al 30 giugno oppure l'apertura di un tavolo di confronto accompagnato da un congruo periodo transitorio e da un'adeguata informativa.

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