GIOVANI: negli ultimi 5 anni oltre 129 mila sono rimpatriati
Dopo un periodo di vita trascorso all'estero
Redazione Online
09/15/2026

È un piccolo esercito che non fa clamore quello degli oltre 129 mil giovani italiani rimpatriati nell’ultimo quinquennio. Non un fenomeno sporadico ma un trend in consolidamento: i rientri in Italia ogni 100 trasferimenti all’estero erano 26 nel quinquennio 2011-2015, sono diventati 31 in quello successivo, per arrivare a 40 tra il 2021 e il 2025. Sono alcuni degli elementi che emergono dal focus di Fondazione Studi Consulenti del Lavoro "Il rientro dei giovani dall’estero: numeri e tendenze", nel quale si analizzano trend e motivazioni di questo fenomeno, che si muove in senso contrario rispetto alla così detta "fuga dei cervelli" e assume dimensioni sempre più consistenti.
I dati riguardano giovani tra i 18 e i 39 anni che hanno deciso di rientrare in Italia dopo un’esperienza all’estero. L’età media per il rientro è di 29,6 anni: giovani maturi che hanno probabilmente deciso per il rimpatrio dopo un periodo di formazione o un’esperienza professionale. Come dimostra una ricerca di Fondazione Studi su un campione di italiani all’estero, nella quale ben il 41,5% indica queste motivazioni alla base della decisione di trasferirsi Oltreconfine.
Guardando alla geografia dei rientri emerge che la maggior parte provengono da Germania e Regno Unito, con 42 rimpatri ogni 100 espatri, ben sopra la media europea, pari a 32,5. A sorpresa, tra le destinazioni dei giovani cervelli rientrati in Italia, il Sud non è affatto fanalino di coda, con il 31,7% dei rientri. La sola Sicilia attrae il 9,2% dei giovani rimpatriati, testa e testa con il Lazio, al 9%. Stacca, invece, la Lombardia che si piazza al primo posto con il 19,8%.
Proprio le mete di quanti scelgono di tornare in Italia suggeriscono poi un altro dato importante, confermato dall’indagine di Fondazione Studi, ovvero che la decisione va spesso oltre le sole valutazioni relative alla retribuzione, per abbracciare una più ampia dimensione di benessere personale. Infatti, sebbene la maggioranza dei ripatriati avesse già la sicurezza di un posto di lavoro al rientro, ben il 37% ha trovato lavoro solo dopo essere tornato in Italia. E guardandosi indietro chi ha deciso ti rimpatriare non si pente della scelta: più del 70% si dice più soddisfatto della propria situazione personale; mentre il 53,5% considera quella professionale alla pari o migliore. Non a caso gli aspetti del mondo del lavoro giudicati migliori o uguali rispetto all’estero sono le opportunità di conciliazione vita-lavoro (75%), seguite dal contesto/clima di lavoro (67,9%), dalle tutele del lavoratore (64,3%) e dai benefit (60,7%); mentre soltanto il 42,9% indica salari adeguati al costo della vita.






