IMPRENDITORIA: in Italia ci sono 796 mila imprenditori nati all’estero
La Cina torna ad essere il primo Paese d’origine
Redazione Online
21/02/2026

Continua a crescere l’imprenditoria immigrata in Italia: secondo i dati Stockview-Infocamere forniti dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo ed elaborati dalla Fondazione Leone Moressa, alla fine del 2025 si contano 796 mila imprenditori nati all’estero (10,8% del totale) e 600 mila imprese a conduzione “straniera” (11,9%). Dal 2015 al 2025, gli imprenditori nati in Italia sono diminuiti (-5,2%) e i nati all’estero aumentati (+21,3%). Tendenza confermata anche nell’ultimo anno, con l’aumento degli imprenditori nati all’estero (+1,1%) e il calo dei nati in Italia (-0,6%).

La Cina torna ad essere il primo Paese d’origine
Nel 2025 la Cina supera di poco la Romania come primo Paese d’origine (79.996 contro 79.228). Questi due Paesi, insieme, rappresentano oltre il 20% degli imprenditori immigrati in Italia. Nell’ultimo anno, le comunità con gli aumenti più significativi sono state Albania (+5,4%), Moldavia (+6,9%) e Ucraina (+7,3%). In calo, invece, soprattutto i Paesi africani come Marocco (-1,9%), Nigeria (-5,2%) e Senegal (-5,2%).
Tra i Cinesi in Italia, uno su tre fa l’imprenditore
Il “tasso di imprenditorialità”, ovvero il rapporto tra imprenditori e residenti, varia fortemente a seconda del Paese di nascita. Tra i nati in Italia, gli imprenditori rappresentano il 12,6% della popolazione. Tra i nati all’estero, il tasso di imprenditorialità è lievemente più basso (11,5%). Tuttavia, tra i nati all’estero la situazione è molto variegata: tra i nati in Cina, gli imprenditori rappresentano un terzo dei residenti (33,6%). Tra i nati in Bangladesh e in Egitto si supera il 17%. I valori più bassi si registrano invece tra quelle nazionalità in cui è molto più rilevante la componente di lavoro dipendente, specie nel settore del lavoro domestico, come Ucraina (3,9%) e Filippine (1,5%).

Oltre 220 mila donne imprenditrici
La Cina è il Paese con più imprenditrici in Italia (36.414, pari al 16,4% delle imprenditrici immigrate totali), seguita dalla Romania. La presenza femminile supera il 70% tra i nati in Thailandia, Bielorussia e Lituania, e supera il 60% in molti Paesi dell’Est Europa come Russia, Polonia e Ungheria.

Dettaglio territoriale
Le regioni con più imprenditori nati all’estero sono Lombardia (177 mila), Lazio (81 mila), Toscana (75 mila) ed Emilia-Romagna (74 mila). Rispetto agli imprenditori totali, l’incidenza maggiore si registra in Liguria (15,5%) e Toscana (14,7%). Negli ultimi dieci anni (2015-2025), tutte le regioni hanno registrato un aumento degli imprenditori nati all’estero, ad eccezione delle Marche. Al contrario, tutte le regioni eccetto Sicilia e Campania hanno registrato un calo degli imprenditori nati in Italia. A livello provinciale, se consideriamo l’incidenza degli imprenditori immigrati sul totale, il primato spetta a Prato (28,1%), seguita da Trieste (19,3%) e Imperia (18,8%).

Oltre 900 mila posti di lavoro “creati”
Tra le 600 mila imprese “straniere” attive, quasi un terzo delle imprese straniere si concentra nel commercio. Considerando anche il settore dell’edilizia, si raggiunge quasi il 60% del totale. Nell’edilizia, in particolare, oltre un quinto delle imprese è a conduzione “straniera” (22,1%).Nel 2025, i lavoratori dipendenti delle imprese “straniere sono poco più di 900 mila, pari a circa il 5% dei dipendenti totali attivi in Italia. Mediamente, dunque, le imprese a conduzione straniera hanno 1,5 dipendenti, ma si supera quota “3” nella ristorazione e nella manifattura. 


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