LAVORO: parità salariale, nuove norme e paradossi
Focus di Confartigianato Marca Trevigiana mercoledì 17 alle 15
Redazione Online
06/15/2026

Nel mercato del lavoro italiano e trevigiano resiste un paradosso difficile da scardinare: le donne studiano di più e meglio, ma continuano a guadagnare significativamente meno dei colleghi uomini. Nella Marca Trevigiana e a livello nazionale, il divario retributivo di genere (il cosiddetto "gender pay gap") tocca quota 25,7%. In busta paga, questo sbilanciamento si traduce in una media di 28,62 euro in meno al giorno per le lavoratrici.
Per fare chiarezza su uno scenario in forte evoluzione normativa, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana ha organizzato il webinar “Trasparenza retributiva di genere nella gestione del personale”, in programma il prossimo 17 giugno dalle ore 15 alle 17. al centro del dibattito ci saranno le importanti novità introdotte dal recente decreto legislativo n. 96/2026 (in vigore dal 7 giugno), che attua la direttiva UE 2023/970 sulla parità salariale. L'incontro vedrà gli interventi di Alberto Rozza (pubblicista, consulente del lavoro ed HR Expert Zucchetti) e di Stefano Garibbo (responsabile area lavoro di Confartigianato Treviso).
Le novità per le aziende: dai colloqui ai report
«Vogliamo analizzare l'impatto di queste novità sulle differenze retributive tra donne e uomini», anticipa Serenella Spinacè, presidente del Gruppo Donne Impresa di Confartigianato. Il decreto introduce regole stringenti che cambieranno la quotidianità aziendale: «Ci saranno ricadute sulla gestione del personale a partire dai colloqui pre-assuntivi, delineando le condotte datoriali corrette e le relative sanzioni. Saranno inoltre esaminati gli obblighi di reporting all’organismo di monitoraggio, modulati in base alla dimensione dell'impresa per garantire la trasparenza, e le nuove definizioni di retribuzione necessarie per informare correttamente sia i lavoratori in forza sia i neoassunti».
L'Italia maglia nera in Europa
Il problema, d'altronde, ha radici profonde. Secondo il Gender Equality Index 2025 dell’EIGE (Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere), l’Italia è all'ultimo posto in Europa alla voce "lavoro", con un punteggio di appena 61 su 100. Il tasso di occupazione femminile (15-64 anni) si ferma al 53,3% (contro il 71,1% degli uomini), mentre l'inattività sfiora la metà della popolazione femminile (42,4%). A questo si aggiunge la piaga del part-time involontario, che colpisce le donne tre volte più degli uomini (13,7% contro 4,6%). Se un lavoratore uomo percepisce in media 111,25 euro al giorno, una donna si ferma a 82,63 euro.
Tutto ciò si scontra con i dati formativi: i dati AlmaLaurea evidenziano come il 57,8% dei laureati in Italia sia donna (quota che sale al 69,4% a ciclo unico). Le studentesse terminano l'università con maggiore regolarità (60,9% nei tempi contro il 55,4% dei colleghi maschi) e con voti mediamente più alti (104,5 contro 102,6). Un primato nello studio che però non si riflette nel mercato occupazionale.
La situazione nella Marca e il traino delle imprese rosa
Anche la provincia di Treviso mostra ampi margini di miglioramento, collocandosi al penultimo posto in regione per tasso di occupazione femminile (60,9% a fronte del 77,9% maschile). Inoltre, tra il 2019 e il 2024, l'occupazione degli uomini è cresciuta più velocemente (+4,4%) rispetto a quella delle donne (+2,6%), nonostante il profilo delle lavoratrici trevigiane sia alto (il 50,1% ha un diploma e il 30,5% una laurea).
Una luce di speranza arriva però dal mondo delle imprese "rosa". «La situazione è migliore nelle imprese femminili», spiega infatti Serenella Spinacè. Nella Marca si contano 16.631 aziende a guida donna, di cui 3.600 artigiane: una realtà che vale il 21,6% del tessuto produttivo locale e posiziona Treviso al terzo posto in Veneto. Guardando ai ruoli di responsabilità, le donne con cariche nelle imprese artigiane trevigiane sono 6.505 (23,1% del totale): tra queste, 2.907 sono titolari d'impresa (+1,5% nel 2025 rispetto all'anno precedente), 2.340 sono socie, 1.032 amministratrici e 227 ricoprono altre cariche.
A livello settoriale, le titolari d'impresa della Marca si concentrano principalmente nei servizi alla persona (64,1%), seguiti da manifattura (19,3%), servizi alle imprese (13%) e costruzioni (3,2%). «La Marca si conferma un territorio a forte vocazione imprenditoriale al femminile – conclude la presidente Spinacè – e il Veneto è la seconda regione in Italia per donne con cariche nelle imprese artigiane». La sfida ora, anche alla luce dei nuovi obblighi di legge, è fare in modo che questa intraprendenza venga equamente riconosciuta e retribuita.
Per partecipare, si deve inviare una mail a [email protected].







