PAPA LEONE XIV: “La Chiesa cammina povera con i poveri”
Il messaggio per la Giornata mondiale dei poveri 2026 che si celebrerà il 15 novembre
Agenzia Sir
06/15/2026

“Il grido di giustizia dei poveri oggi viene spento con molteplici tecniche, sempre più subdole, fino a rendere afono ogni loro sforzo di fare udire le proprie richieste”. Lo afferma Papa Leone XIV nel Messaggio per la decima Giornata mondiale dei poveri, che si celebrerà domenica 15 novembre, pubblicato ieri - domenica 14 giugno - dalla Sala Stampa della Santa Sede.
Il testo, firmato il 13 giugno, memoria di Sant’Antonio di Padova, porta il titolo “Il Signore è il rifugio del povero” (cfr Sal 14,6). Il Pontefice denuncia che “l’ambiente digitale radicalizza il pregiudizio nei loro riguardi e accresce la cortina di indifferenza che circonda le loro cause”.
Leone XIV richiama il Salmo 14: “Lo stolto pensa: ‘Dio non c’è’. Sono corrotti, fanno cose abominevoli: non c’è chi agisca bene”. Per il Papa, l’assenza di Dio pone le persone “non più una accanto all’altra nel rispetto reciproco, ma una sopra l’altra nel segno del dominio e della sopraffazione”, esibendo “una dissacrante logica di prevaricazione e di scarto che emargina e umilia”. Il Pontefice ricorda che Cristo è il rifugio concreto per i poveri: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”.
Leone XIV identifica i poveri dei nostri giorni come “i dimenticati e gli emarginati: derubati di una parola e di un volto, oltre che del pane”, e indica la via: “la condivisione come espressione del Regno di Dio”.
“Verso i poveri Dio mostra predilezione: prima di tutto a loro è rivolta la parola di speranza e di liberazione del Signore e, perciò, pur nella condizione di povertà o debolezza, nessuno deve sentirsi più abbandonato. E la Chiesa, se vuole essere di Cristo, dev’essere Chiesa delle Beatitudini, Chiesa che fa spazio ai piccoli e cammina povera con i poveri, luogo in cui i poveri hanno un posto privilegiato”.
Il Pontefice cita anche la propria esortazione apostolica Dilexi te. Leone XIV chiede ai cristiani di non “distinguere tra chi assiste e chi è assistito, tra chi sembra dare e chi sembra ricevere, tra chi appare povero e chi sente di offrire tempo, competenze, aiuto”, perché “siamo la Chiesa del Signore, una Chiesa di poveri, tutti preziosi, tutti soggetti, ognuno portatore di una Parola singolare di Dio. Ognuno è un dono per gli altri”.
Il Papa richiama inoltre il commento di Sant’Agostino alla parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro: “Ci ha taciuto il nome del ricco e ci ha detto il nome del povero. Il nome del ricco andava di bocca in bocca, ma Dio l’ha taciuto”.
Leone XIV evoca infine l’esempio di San Francesco d’Assisi, che giunto a Roma “si tolse i propri abiti e li scambiò coi vestiti stracciati di uno” dei mendicanti, “trascorrendo l’intera giornata in mezzo ai poveri con gioia di spirito”.





