SALUTE: le ondate di calore e le persone fragili
Intervista al dott. Mauro Antoniazzi, geriatra
Alessio Magoga
07/16/2026
Il dott. Mauro Antoniazzi
«Le criticità principali delle ondate di calore – esordisce il dott. Mauro Antoniazzi, specialista in geriatria, da noi interpellato sul tema – riguardano soprattutto le persone più anziane: gli ultra 75enni, i più fragili. Quando parliamo di anziani intendiamo almeno gli ultra 75 anni: anche se sono in discreta salute, hanno comunque meccanismi di omeostasi meno efficienti rispetto ai più giovani. La resistenza al caldo o al freddo diventa più difficile man mano che si invecchia, proprio perché i meccanismi cardiorespiratori e renali sono meno efficienti».
La fatica degli anziani in questi giorni è sotto gli occhi di tutti…
«Gli anziani fanno più fatica del solito durante le ondate di caldo. Ci sono anziani sani che sopportano meglio le alte temperature, ma in generale, più si invecchia, più sono presenti malattie cronico-degenerative e quindi, anche se riescono a resistere, fanno più fatica rispetto ai più giovani».
Poi ci sono coloro che soffrono di malattie croniche…
«Sì, i malati cronici, anche più giovani, che hanno patologie respiratorie o cardiologiche insorte precocemente Penso alla broncopneumopatia cronica ostruttiva, le varie forme di cardiopatia ipertensiva o ischemica, la fibrillazione atriale cronica, l'insufficienza renale… Per tutte queste persone sopportare il caldo è molto più difficile, perché la sensazione della sete è meno presente e quindi aumenta il rischio di disidratazione. Se poi vivono soli oppure abitano in case non adeguatamente arieggiate o rinfrescate, il rischio aumenta ulteriormente».
Se sono presenti forme di demenza, la situazione è ancora più critica.
«Sì, queste persone non riescono a percepire correttamente il bisogno di bere, non hanno memoria o consapevolezza delle proprie condizioni e non interpretano adeguatamente i segnali che il corpo invia. Di conseguenza, il rischio di disidratazione aumenta ancora. La disidratazione, o comunque una non adeguata introduzione di liquidi, può aggravare lo stato di confusione mentale. L'anziano può diventare più irrequieto e nervoso e la tentazione, in alcuni casi, è quella di tranquillizzarlo con dei sedativi. Tuttavia, i sedativi possono innescare un circolo vizioso: la persona avverte ancora meno il bisogno di bere e si disidrata ulteriormente. È quindi una situazione molto delicata».
Bisogna poi considerare l'ipertensione.
«Durante l'estate è comune che la pressione arteriosa tenda ad abbassarsi, perché si verifica una vasodilatazione generale dell'organismo. Pertanto, nei cambi posturali – da sdraiati a seduti o da seduti in piedi – il calo pressorio può essere tale da provocare giramenti di testa, svenimenti e una generale sensazione di malessere. C'è poi un altro aspetto da considerare. Gli anziani sono spesso stitici e, con il caldo, se non introducono abbastanza liquidi, le feci diventano più consistenti e vengono eliminate con maggiore difficoltà. Se una persona ipertesa assume anche un diuretico, si può instaurare un ulteriore circolo vizioso: da una parte vengono eliminati liquidi per effetto del farmaco, dall'altra, se la persona non beve a sufficienza, l'intestino assorbe ulteriormente acqua dalle feci, che diventano sempre più dure fino, nei casi più gravi, alla formazione di un fecaloma».
Le attenzioni principali riguardano quindi l'idratazione.
«Sì, certo. Vanno però evitate le bevande alcoliche e quelle gassate. Anche la temperatura delle bevande è importante: non devono essere né troppo fredde né, naturalmente, calde. Le bevande molto fredde possono infatti provocare uno shock che l'organismo, soprattutto nell'anziano, può gestire con difficoltà. L'unica vera controindicazione riguarda il pompelmo, che interferisce con il metabolismo di numerosi farmaci. Vanno bene le spremute, l'acqua e le bevande eventualmente aromatizzate per renderle più gradevoli, purché si tenga conto delle eventuali condizioni della persona, come il diabete. Bisogna poi fare attenzione anche all'alimentazione, che dovrebbe prevedere pasti piccoli e leggeri, con prevalenza di frutta e verdura».
Per quanto riguarda i farmaci?
«Raccomando sempre alle persone che assumono antipertensivi o diuretici di confrontarsi con il proprio medico e di controllare regolarmente la pressione arteriosa. Se la pressione dovesse risultare troppo bassa, è opportuno contattare il medico, che spesso ha già fornito indicazioni su eventuali riduzioni temporanee del dosaggio. Se un anziano assume farmaci antipertensivi può assumere integratori (tipo Polase, ndr) purché non vi siano specifiche controindicazioni mediche».
Ventilatore o condizionatore?
«Sembra che oltre i 32-33 gradi il ventilatore non abbia più l'efficacia sperata. L'aria condizionata può essere utile per rinfrescare l'ambiente, purché la temperatura venga mantenuta intorno ai 25 gradi e non più bassa. È importante evitare gli sbalzi termici. Ad esempio, se una stanza è mantenuta a 25 gradi e il bagno, con la finestra aperta, raggiunge i 35-36 gradi, il passaggio continuo da un ambiente all'altro non è consigliabile. L'ideale è mantenere una temperatura omogenea negli ambienti in cui si muove l'anziano».
Per quanto riguarda la compagnia e la socialità?
«La solitudine fa male. Noi geriatri consideriamo la solitudine una vera e propria malattia. Tuttavia, la mia esperienza mi porta a dire che non sempre l'anziano desidera trascorrere il proprio tempo insieme ad altri anziani. Quando propongo un centro sollievo o un centro diurno, capita abbastanza spesso che preferisca restare nella propria casa e con i propri familiari piuttosto che frequentare strutture dedicate. La mia idea è quindi che sia importante offrire un ventaglio di soluzioni. È certamente utile mettere a disposizione luoghi freschi dove stare in compagnia, purché l'anziano lo desideri. Spesso si parla degli anziani come se fossero una categoria uniforme. In realtà l'universo degli anziani è molto variegato. Mi piace paragonarlo all'universo cosmico, fatto di migliaia di galassie diverse tra loro. Allo stesso modo, gli anziani sono molto diversi l'uno dall'altro. Se per i bambini stare insieme agli altri è quasi sempre un piacere e un bisogno naturale, questo vale molto meno per gli anziani, che hanno alle spalle una lunga storia di vita e non sempre amano condividere il loro tempo con altre persone. Resta comunque importante mettere a disposizione luoghi freschi e opportunità di socializzazione per chi le desidera. L'ideale, per molti anziani, sarebbe poter restare a casa insieme ai propri familiari. Purtroppo i familiari non sempre hanno il tempo necessario da dedicare loro e, per questo motivo, non esistono soluzioni semplici che vadano bene per tutti».
Il Ministero della Salute ha attivato un numero verde: 1500.
«Sì, fornisce suggerimenti e informazioni sui servizi disponibili e sulle precauzioni da adottare durante le ondate di caldo. Il servizio risponde dalle 9 alle 17 tutti i giorni, compresi sabato e domenica. Questo può aiutare a evitare il ricorso al 118 quando non ci si trova di fronte a una vera emergenza. Naturalmente, in presenza di sintomi come capogiri, svenimenti o temperatura corporea elevata, è necessario rivolgersi ai servizi sanitari». AM

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