TREVISO: Spisal allo stremo, la Cgil chiede un cambio di passo
Nei primi mesi del 2026 in aumento decessi e infortuni sul lavoro
Redazione Online
07/24/2026
Più infortuni, meno controllori. È l’allarme lanciato dalla FP Cgil e dalla Cgil di Treviso, che denunciano una relazione diretta e preoccupante tra il progressivo indebolimento dello Spisal (il Servizio di Prevenzione) dell’Ulss 2 e l’aumento degli incidenti sui luoghi di lavoro nella nostra provincia.
A preoccupare il sindacato è un nuovo ed esplicito "esodo" di personale: negli ultimi tempi ben otto tecnici della prevenzione hanno lasciato il servizio presso l'Ulss 2. Si tratta di figure con anni di esperienza che non vengono sostituite, indebolendo la capacità di monitorare e ispezionare capannoni, cantieri e campagne del Trevisano.
Nel 2025 in Veneto i decessi sono balzati a quota 111, registrando un drammatico +40% rispetto alle 79 vittime del 2024. Anche la provincia di Treviso ha visto peggiorare il proprio bilancio, con 16 morti sul lavoro rispetto ai 14 dell’anno precedente.
Nel 2026 il quadro conferma questa situazione di forte criticità. Sempre secondo le rilevazioni Inail, nel periodo gennaio-maggio in Veneto si è già sfiorata quota 31mila denunce, con 26.330 infortuni sul lavoro e 4.619 in itinere, segnando un aumento del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando erano nel complesso 30.102. Ancora più preoccupante il dato sui decessi, saliti a 44 rispetto ai 38 del periodo gennaio-maggio 2025 (+15,8%)
In tale contesto, anche in provincia di Treviso le denunce di infortunio segnano un +2,5% complessivo, passando dalle 5.435 (4.778 sul lavoro e 792 in itinere) dei primi cinque mesi del 2025 alle 5.570 (4.700 sul lavoro e 735 in itinere) del medesimo periodo 2026. Ma è sul fronte dei mortali che la Marca riesce a fare ancora peggio, registrando la crescita maggiore in termini percentuali tra tutte le province del Veneto: 5 morti in cinque mesi (erano 4 nel 2025).
"Dieci morti e quasi 5.600 denunce di infortunio peraltro in significativo aumento tra le lavoratrici, gli under 20 e gli over 60, dimostrano in modo drammatico che il rischio è diffuso, trasversale e in costante aumento - incalza Sara Pasqualin, segretaria generale della CGIL di Treviso -. Questi dati evidenziano il bisogno assoluto e non più rimandabile di controlli ispettivi e di investimenti per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. Come organizzazioni sindacali abbiamo contrattato e voluto con forza il neonato "Protocollo d’Intesa per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro" siglato con la Regione del Veneto, uno strumento che definisce una base normativa e scudi operativi precisi contro l’emergenza climatica, come la rimodulazione degli orari e lo stop alle attività nelle ore più calde".