VENETO: aumentano i morti sul lavoro
Quindici morti in provincia di Treviso nei primi sette mesi 2026
Redazione Online
09/10/2026
“I primi sette mesi del 2026 fotografano una realtà ancora critica. Il Veneto resta in zona arancione e il quadro non può essere letto in chiave rassicurante: l’incidenza della mortalità è ancora superiore alla media nazionale e, rispetto al 2025, aumentano sia le vittime sia le denunce di infortunio. Il dato provinciale conferma un territorio ancora esposto a livelli di rischio elevati, con Padova, Belluno e Treviso in zona rossa. Particolarmente rilevante è anche il peso dei lavoratori stranieri, che rappresentano oltre il 35% dei decessi registrati in regione. Appare dunque urgente analizzare le falle del sistema della sicurezza in regione e intervenire tempestivamente per invertire l’andamento delle morti sul lavoro”. Questa la prima riflessione di Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, sui dati dei primi sette mesi del 2026.
Per individuare le aree più a rischio dell’Italia e del Veneto sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio  elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità.
La zona arancione, nella quale si colloca il Veneto, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro al di sopra della media nazionale.
A fine luglio 2026, il rischio di infortunio mortale in Veneto (20 morti per milione di occupati) risulta ben superiore rispetto alla media del Paese, pari a 17,8.
Padova fa rilevare il dato più preoccupante (indice pari a 22,9) e si colloca in zona rossa insieme a Belluno e a Treviso (22,7). In zona arancione troviamo Vicenza e Rovigo (20,8), mentre in zona gialla ci sono Verona (16,6) e Venezia (15,9).
Sono 66 i decessi rilevati a fine luglio 2026 (3 in più del 2025), 44 dei quali registrati in occasione di lavoro (1 in più dello scorso anno) e 22 in itinere (2 in più dello scorso anno). Si contano 15 vittime in provincia di Treviso, 13 a Padova, 11 a Venezia, 10 a Verona, 9 a Vicenza, 5 a Belluno e 3 in provincia di Rovigo.
Alla fine di luglio 2026 le denunce di infortunio totali risultano in aumento rispetto al 2025: nei primi sette mesi dello scorso anno erano 42.431 e ora sono 43.458.
La provincia di Verona registra il numero più elevato di denunce totali di infortunio (8.672), seguita da: Padova (8.470), Vicenza (8.206), Treviso (7.608), Venezia (7.492), Belluno (1.747) e Rovigo (1.263).
Sono 14.607 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (11.473 in occasione di lavoro) e 28.851 quelle degli uomini (25.205 in occasione di lavoro).
Le denunce dei lavoratori stranieri ammontano a 11.653, delle quali 9.735 si sono verificate in occasione di lavoro. Su 66 lavoratori deceduti in regione, 24 sono vittime straniere (oltre il 35% del totale).
Alla fine di luglio 2026 le Attività Manifatturiere si confermano al primo posto per numero di denunce di infortunio in occasione di lavoro (7.691). Seguono i settori: Costruzioni (2.687), Commercio (2.341), Trasporto e Magazzinaggio (2.047) e Sanità (1.975).