VENETO: autonomia, passo in avanti per quattro materie
Ora si attende l'ok delle Camere
Redazione Online
09/08/2026
Il consiglio regionale del Veneto, nel corso della seduta del 3 settembre, ha approvato con 33 voti favorevoli, 3 contrari, 2 astenuti (9 consiglieri non hanno partecipato al voto), la proposta di deliberazione amministrativa n. 14, d’iniziativa della giunta, dal titolo "Autonomia differenziata. Adozione di due schemi di intesa definitivi tra il Governo della Repubblica Italiana e la Regione Veneto relativi all’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle materie "protezione civile", "professioni" e "previdenza complementare e integrativa" e nella materia  "tutela della salute - coordinamento della finanza pubblica".
Il provvedimento dà atto della prosecuzione del percorso negoziale, secondo le previsioni della legge n. 86/2024 sull’autonomia differenziata. Le disposizioni riguardano, per la prima intesa, tre ambiti qualificati come non riconducibili ai livelli essenziali delle prestazioni: protezione civile (tra gli aspetti previsti, maggiore capacità di intervento in situazioni emergenziali, anche attraverso specifiche forme organizzative e gestionali), professioni (tra le competenze previste, l’aggiornamento degli elenchi delle professioni non organizzate, al riconoscimento delle qualifiche professionali e alla relativa disciplina) e previdenza complementare e integrativa.
Il secondo schema mira a rafforzare spazi di autonomia regionale su organizzazione e programmazione del sistema sanitario, mantenendo come riferimento la garanzia uniforme dei livelli essenziali di assistenza, l’accesso equo alle prestazioni sul territorio nazionale e l’equilibrio economico-finanziario del settore sanitario.
"Quella di oggi non è una semplice delibera amministrativa, ma un ulteriore passo concreto in un percorso iniziato dodici anni fa e che ha coinvolto Governi, istituzioni, enti locali e cittadini. Oggi finalmente arriviamo a un primo risultato tangibile del negoziato sull’Autonomia del Veneto". È quanto dichiara Andrea Tomaello (Stefani Presidente),  presidente della commissione bilancio del consiglio regionale del Veneto e relatore del provvedimento in aula.
Cosa cambia
Tomaello spiega cosa cambierà. "Per quanto riguarda la protezione civile, l'autonomia consentirà una maggiore rapidità nell'affrontare le emergenze regionali, attraverso la possibilità di emanare ordinanze in deroga alla normativa statale, aprire contabilità speciali e potenziare la struttura regionale sia sul piano del personale sia della capacità operativa. Sulla previdenza complementare e integrativa, l'obiettivo è favorirne una maggiore diffusione tra cittadini e categorie professionali, soprattutto nei settori in cui oggi l'adesione è più bassa, oltre a rafforzare la capacità negoziale per il personale della Regione, degli enti locali e del sistema sanitario. Nel settore delle professioni avremo la possibilità di creare nuove figure professionali legate alle specificità del nostro territorio e di definirne standard formativi, requisiti e percorsi abilitanti. Significa innovazione, qualità e maggiore tutela del lavoro. Particolarmente rilevante è poi la materia della tutela della salute. Qui l'impatto sui cittadini potrà essere ancora più diretto. Una maggiore autonomia nella gestione delle risorse consentirà di reinvestire le economie generate dall'efficientamento in altri ambiti sanitari e sociosanitari. Ci sarà inoltre maggiore autonomia nella gestione del sistema tariffario, nella programmazione del patrimonio edilizio e tecnologico sanitario e nella possibilità di destinare risorse all'assunzione di personale sanitario e all'incremento delle prestazioni aggiuntive".
Cosa succede ora
Dopo il voto la Regione Veneto comunicherà formalmente al Governo la propria volontà. Il Governo avrà quindi 45 giorni per deliberare in consiglio dei ministri gli schemi di intesa e trasmetterli alle Camere per l'approvazione definitiva.