VENETO: impegnative di residenzialità, 9 mila in attesa!
La permanenza media nelle case di riposo è di 217 giorni
Redazione Online
07/09/2026
Le consigliere regionali del Pd Chiara Luisetto, vicepresidente della commissione consiliare competente in politiche sociosanitarie, Anna Maria Bigon e Monica Sambo, componenti della Quinta commissione, sono intervenute per denunciare i numeri allarmanti delle liste d'attesa per le impegnative di residenzialità, per chiedere un maggiore sostegno economico alle migliaia di famiglie che devono far fronte agli elevati costi delle rette, nonché una risposta più adeguata da parte della Regione ai bisogni di una popolazione sempre più anziana.
L’impegnativa di residenzialità è un contributo regionale, rilasciato dalle Ulss, a sostegno del ricovero di persone anziane o disabili non autosufficienti presso centri di servizio e case di riposo accreditati. Consente di pagare una retta convenzionata anziché quella di libero mercato.
"I dati regionali, ottenuti attraverso un accesso agli atti, mostrano un Veneto in forte sofferenza sul fronte della non autosufficienza - denuncia Anna Maria Bigon - Oggi, sono circa 9 mila le persone in lista d'attesa per un'impegnativa di residenzialità. Allo stesso tempo, la permanenza media nelle case di riposo è di 217 giorni, poco più di sette mesi. Un dato, questo, che evidenzia come l'accesso alle strutture avvenga ormai solo quando le condizioni delle persone sono estremamente gravi. Non è un caso che i punteggi richiesti dalla SVAMA (Scheda per la Valutazione Multidisciplinare dell’Anziano, relativa alla gravità della non autosufficienza della persona) siano sempre più elevati: questo significa che si riesce a entrare in casa di riposo soltanto quando il livello di non autosufficienza è ormai molto avanzato. Ma in Veneto le persone non autosufficienti sono complessivamente 348 mila. Di queste, appena 32 mila vivono nelle case di riposo: il più grande luogo di assistenza della nostra Regione è il domicilio, dove migliaia di famiglie si fanno carico quotidianamente dell'assistenza dei propri cari. Un Veneto che di eccellente ha quindi veramente molto poco: solo chi ha disponibilità economica può accedere alle strutture di cura".
Per Chiara Luisetto "è mancata la programmazione regionale. Dobbiamo porci queste domande: come vogliamo invecchiare in questa Regione? Con quale dignità e assistiti da quali servizi? In questi anni, la Regione del Veneto non ha saputo programmare un sistema di accoglienza realmente adeguato alle persone non autosufficienti, né ha investito risorse sufficienti per garantire che l'ultima parte della vita trascorsa in una struttura possa essere vissuta con dignità. Ci troviamo così di fronte a case di riposo, in particolare le IPAB, costrette a fare i salti mortali per chiudere i bilanci, mentre continua a mancare una riforma complessiva. Dall'altro lato, ci sono famiglie che non riescono più a sostenere rette sempre più elevate e costi assistenziali in aumento. Di fronte a questo quadro preoccupante, la politica regionale avrebbe dovuto esercitare una progettualità di lungo respiro e di governo del sistema: invece, troppo spesso si è limitata a interventi tampone, non strutturali, pensiamo alle DGR 465 e ai 400 euro al mese dati, tolti e ora rifinanziati per un anno. Questo, soprattutto di fronte a numeri che fotografano una popolazione che invecchia e che avrebbe sempre più bisogno di servizi adeguati e di una politica capace di programmare, investire e dare risposte concrete".
L’assegnazione dell’impegnativa di residenzialità avviene attraverso una graduatoria dell’Ulss di riferimento, basato sul punteggio della valutazione SVAMA (Scheda per la Valutazione Multidisciplinare dell’Anziano), relativa alla gravità della non autosufficienza della persona. Il valore dell’impegnativa di residenzialità è pari a 52 euro per ogni giorno di ricovero, che vengono versati direttamente alle strutture convenzionate a copertura della quota sanitaria, ovvero le spese per medici, infermieri, riabilitazione e assistenza. I beneficiari di impegnativa di residenzialità dovranno pagare solo la quota sociale, ovvero i costi di vitto, alloggio e servizi alberghieri.