VENETO: la Cisl propone che la Regione assuma i medici di base
E pediatri fino a 18 anni
Redazione Online
06/11/2026
Un cambio di passo radicale e immediato per salvare la sanità territoriale del Veneto, dare gambe alle case di comunità ed evitare che si trasformino in scatole vuote. È la richiesta che la CISL Veneto rivolge alla giunta regionale, mettendo sul tavolo due proposte concrete per arginare la drammatica carenza di personale e garantire i Livelli essenziali di assistenza ai cittadini. Per illustrarle nel dettaglio e definire un percorso condiviso, il sindacato ha già formalmente chiesto un incontro urgente all’assessore regionale Gino Gerosa.
1. Assunzioni dirette dei medici di medicina generale, come previsto dal Piano sociosanitario regionale
"La carenza di medici di famiglia è un'emergenza sociale non più tollerabile. Interi quartieri e comuni veneti sono senza un presidio medico: secondo la Fondazione Gimbe, a livello regionale, nel 2025, mancavano 747 dottori, per un bacino di quasi un milione di abitanti. I bandi per le zone carenti, basati sul vecchio sistema a convenzione, continuano ad andare deserti - dichiara Stefania Botton, segretaria regionale con delega alle Politiche sociosanitarie - Non possiamo più aspettare l'inerzia dei tavoli nazionali o i veti corporativi. La soluzione, la Regione ce l'ha già scritta nella sua legge di programmazione".
La CISL sollecita Palazzo Balbi ad applicare quanto già previsto e normato dal Piano Socio-Sanitario Regionale 2019-2023 (Legge Regionale n. 48/2018), tuttora vigente. Al capitolo 6, infatti, il Piano stabilisce che per la gestione dell'assistenza primaria sul territorio il Distretto possa attivare "team di assistenza primaria che coinvolgono medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale nella gestione dell’assistenza medico-generica".
"Il Pssr - spiega la sindacalista - offre alla Regione una base giuridica solidissima e autonoma per procedere immediatamente con l'assunzione diretta a tempo indeterminato di medici di medicina generale". Aumentando così l’attrattività dell’offerta: "I giovani medici chiedono tutele, orari regolati, stop alla burocrazia e lavoro in équipe. Offrire loro un contratto di lavoro subordinato, inserendoli stabilmente nei team multidisciplinari all'interno delle Case di Comunità, permetterebbe di coprire le zone carenti, garantire l'assistenza h 24 e far funzionare le nuove strutture del territorio".
Tale modello tutela pienamente il cittadino, poiché l'opzione pubblica si affiancherebbe in modo alternativo alla libera scelta del medico convenzionato tradizionale.
2. Pediatri di Libera Scelta fino a 18 anni: l'analisi d'impatto della Cisl
Accanto alla svolta sui medici dipendenti, la Cisl Veneto lancia una proposta di riorganizzazione anagrafica, in grado di alleggerire da subito la pressione sui medici degli adulti: innalzare l'età massima per l'assistenza dei Pediatri di Libera Scelta (Pls) fino ai 18 anni.
Attualmente, i ragazzi sono obbligati a transitare dal pediatra al medico di medicina generale al compimento dei 14 anni. L'analisi condotta dall'Ufficio Studi della CISL Veneto mappa un potenziale di alleggerimento strutturale senza precedenti:
  • Oltre 140.000 ragazzi assistiti dai pediatri. Sono circa 143.000 gli adolescenti residenti in Veneto di età compresa tra i 15 e i 17 anni compiuti. Trattenere questa platea sotto le cure dei pediatri di fiducia toglierebbe di colpo migliaia di faldoni dalle scrivanie dei medici di base.
  • Recuperati oltre cento Medici di medicina generale. Considerando che il massimale teorico standard per un Mmg è di 1.500 assistiti, lo spostamento della fascia 15-18 anni verso i pediatri permetterebbe di "liberare" istantaneamente quote di massimale equivalenti a circa 95-100 medici di famiglia a tempo pieno a livello regionale. Calcolando la reale distribuzione sul territorio e le situazioni di massimale ridotto o di zone ultra-carenti, l'effetto di decongestionamento equivale al recupero operativo di oltre cento professionisti.
  • Continuità nella transizione: L'adolescenza è una fase delicatissima dello sviluppo biologico e psicologico. Come peraltro evidenziato dallo stesso Pssr, la transizione dall'età pediatrica a quella adulta è uno dei momenti più complessi della presa in carico. Lasciare i ragazzi sotto la supervisione del pediatra di fiducia fino alla maggiore età garantirebbe una tutela specialistica superiore per le problematiche specifiche di questa età.

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