VENETO: mozione sulla contaminazione da PFBA legata ai cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta
Presentata da Cunegato e Ostanel
Redazione Online
06/05/2026
CARLO CUNEGATO

"Abbiamo depositato in consiglio regionale una mozione sulla contaminazione da PFBA legata ai cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta. Dopo il disastro Miteni, non possiamo permetterci di sottovalutare i rischi per la salute pubblica: il principio di precauzione deve essere prioritario".

Lo dichiarano i consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato ed Elena Ostanel, intervenendo su un tema che riporta al centro dell’attenzione la questione PFAS in Veneto.

Nel corso della commissione congiunta Sanità e Ambiente, i tecnici regionali hanno evidenziato le differenze rispetto al caso Miteni, sottolineando come il PFBA - appartenente alla categoria dei PFAS a catena corta - non si accumuli nel sangue. Tuttavia, è stato precisato che la sostanza non è considerata cancerogena "allo stato attuale delle conoscenze" e che sono necessari ulteriori studi per una valutazione più completa dei rischi.

Secondo quanto riportato dai consiglieri, anche a livello internazionale emergono elementi di cautela. La valutazione dell’agenzia ambientale statunitense (EPA) evidenzia infatti accumuli di PFBA in organi come fegato, tiroide e reni negli animali, mentre gli effetti sull’uomo non sono ancora del tutto chiariti. Analogamente, una relazione tecnica ISPRA-ARPAV del luglio 2025 richiama la classificazione dell’Agenzia chimica europea (ECHA), secondo cui queste sostanze potrebbero rientrare tra quelle con potenziale cancerogeno, mutageno o tossico per la riproduzione.

"L’incertezza scientifica non deve portare a ridurre l’attenzione, ma semmai a rafforzarla", ribadiscono Cunegato e Ostanel.

La mozione presentata si articola in sette proposte operative: dal finanziamento di studi sulla tossicità del PFBA per l’uomo all’estensione dei monitoraggi nei 28 siti di deposito delle terre da scavo, alcuni dei quali oggi destinati ad uso agricolo. Si chiede inoltre l’avvio delle bonifiche nei siti più contaminati, il controllo dei pozzi privati nelle aree a rischio e il sostegno economico per l’allacciamento alla rete idrica pubblica.

Tra le richieste anche uno studio epidemiologico sulla popolazione esposta, l’accelerazione - a livello nazionale ed europeo - del divieto di utilizzo di acceleranti cementizi contenenti PFAS e l’attivazione di campagne informative rivolte alle comunità locali.


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