VENETO: siccità in agricoltura, servono nuovi invasi
Costituito un tavolo tecnico
Redazione Online
09/20/2026
"La siccità non può più essere affrontata soltanto quando arriva. Se la crisi idrica torna con una frequenza sempre maggiore, anche la programmazione deve cambiare passo: l’acqua va governata dodici mesi all’anno, quando c’è e quando può essere accumulata, per poterla utilizzare quando serve, L’acqua che oggi non accumuliamo è acqua che domani potremmo non avere". È con questa impostazione che l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond ha riunito a Mestre le associazioni di categoria agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Confederazione Agricola e Alimentare e Copagri) insieme ad Anbi Veneto, per il primo incontro del tavolo tecnico regionale sulla crisi idrica, con l’obiettivo di coordinare gli interventi strutturali e le azioni necessarie per affrontare le sempre più frequenti situazioni di scarsità della risorsa, in particolare per l’agricoltura. Il tavolo metterà quindi a sistema priorità, progettualità e fonti di finanziamento, definendo un percorso condiviso per rafforzare la sicurezza idrica del Veneto e garantire la disponibilità d’acqua per le imprese agricole. 
Il nuovo tavolo nasce con un obiettivo molto concreto: definire una strategia condivisa per aumentare la resilienza del sistema irriguo veneto, attraverso un piano straordinario per l’individuazione, il recupero e la realizzazione di invasi e bacini di accumulo sull’intero territorio regionale: "Il confronto con il mondo agricolo e con Anbi ci consegna una responsabilità precisa – continua l’assessore -. Non partiamo da zero e non dobbiamo inventare oggi ciò che serve domani. Abbiamo già un quadro conoscitivo dei possibili bacini e un parco di progetti costruito negli anni insieme ai Consorzi di bonifica. Ora dobbiamo fare il passaggio successivo: individuare le priorità, trovare le risorse e trasformare i progetti in cantieri".
La strategia indicata dall’assessore si muove su due direttrici parallele: da una parte aumentare la capacità di accumulo, dall’altra migliorare immediatamente la gestione della risorsa disponibile.
Bond sottolinea la necessità di intervenire sugli invasi esistenti, aumentandone l’efficienza e la capacità di accumulo, accanto alla realizzazione di nuovi bacini dove tecnicamente possibile. L'obiettivo è creare un sistema capace di conservare l'acqua durante i periodi di maggiore disponibilità e renderla disponibile nei mesi più critici, evitando di scaricare il peso della scarsità su un singolo territorio.