VENETO: Szumski sui costi della Pedemontana Veneta
La Regione deve ripianare con milioni di euro
Redazione Online
09/22/2026

Il consigliere regionale di "Resistere Veneto" Riccardo Szumski interviene in merito ai costi della Pedemontana Veneta. "Ogni giro ci si inventa una scusa per giustificarsi: l'ultima è che il caro benzina ha diminuito il traffico sulla Pedemontana. Peccato che i grandi soloni predittori non l'abbiamo previsto! Tra il canone della Pedemontana e i disavanzi dei Giochi di Milano-Cortina, le scelte delle amministrazioni Zaia stanno scaricando sui cittadini un conto salatissimo. Quando la politica si improvvisa imprenditore o, banale comunicatore, con progetti sbilanciati e grandi eventi da vetrina, il conto finale torna sempre alle famiglie e alle imprese del territorio. È stata impegnata un cifra consistente del bilancio regionale per una strada che i veneti non usano come si era stimato. Questo impegno ha un nome e cognome: giunta regionale Luca Zaia! L'eredità di quella amministrazione lasciata ai veneti è che fino al 2060 pagheranno, in un modo o nell'altro, centinaia di milioni l'anno. A questo punto il presidente Stefani è chiamato a un'operazione verità: prenda le distanze da una scelta politica sbagliata, ma soprattutto proponga dei rimedi. Resiste Veneto ha già indicato la strada dell'Autogoverno che prevede anche la gestione in house della rete stradale e autostradale regionale. Ci viene sempre ribadito che la Pedemontana è uno snodo strategico per la mobilità regionale, ma non abbiamo ancora le idee chiare sul reale livello di utilizzo dell'opera. Neppure sul sito ufficiale viene riportato il dato sul gap tra i pedaggi incassati dalla Regione e l'importo del canone pagato. Siamo oltre i 60 milioni di euro l'anno!".
"I canoni 2027 e 2028 sono basati sull'inflazione stimata e pertanto nessuno, né la giunta né le opposizioni sono in grado di sapere cosa avverrà a consuntivo - evidenzia Szumski . Per ora l'unica cosa certa è che le entrate da pedaggio non coprono il canone dovuto al concessionario e che la Regione deve coprire con fondi propri. Per gli anni successivi il trend del bilancio di previsione presentato dalla giunta regionale mostra che il deficit si riduce lievemente nel tempo perché le stime di entrate da pedaggio crescono più rapidamente del canone (i pedaggi sono stimati in aumento del 7-9% annuo, il canone cresce di circa il 4%). Ma anche questa è solo un'ipotesi perché, come vediamo nella realtà, le cose vanno diversamente. L'unica cosa certa è l'aumento del canone mentre le entrate dai pedaggi è, e resta, aleatorio".
Resistere Veneto in vista della prossima sessione di bilancio è disponibile perché si trovi una via di uscita concreta a questo annunciato disastro finanziario.
"I canoni 2027 e 2028 sono basati sull'inflazione stimata e pertanto nessuno, né la giunta né le opposizioni sono in grado di sapere cosa avverrà a consuntivo - evidenzia Szumski . Per ora l'unica cosa certa è che le entrate da pedaggio non coprono il canone dovuto al concessionario e che la Regione deve coprire con fondi propri. Per gli anni successivi il trend del bilancio di previsione presentato dalla giunta regionale mostra che il deficit si riduce lievemente nel tempo perché le stime di entrate da pedaggio crescono più rapidamente del canone (i pedaggi sono stimati in aumento del 7-9% annuo, il canone cresce di circa il 4%). Ma anche questa è solo un'ipotesi perché, come vediamo nella realtà, le cose vanno diversamente. L'unica cosa certa è l'aumento del canone mentre le entrate dai pedaggi è, e resta, aleatorio".
Resistere Veneto in vista della prossima sessione di bilancio è disponibile perché si trovi una via di uscita concreta a questo annunciato disastro finanziario.





