
La Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato che il Santo Padre Leone XIV ha nominato oggi, giovedì 22 gennaio, l’arcivescovo mons. Carlo Roberto Maria Redaelli Segretario del Dicastero per il Clero della Santa Sede, organismo della Curia romana che si occupa principalmente di tutto quanto si riferisce ai presbiteri e ai diaconi del clero diocesano, ai seminari, alle parrocchie. In attesa della nomina del successore alla Sede metropolitana di Gorizia, mons. Redaelli è stato nominato Amministratore Apostolico dell’Arcidiocesi ed in tale veste ha confermato tutti gli incarichi diocesani.
In un messaggio alla Diocesi, di cui era vescovo dal 2012, mons. Redaelli ha sottolineato che "il motto che ho scelto diventando vescovo quasi 22 anni fa è la frase che l’angelo rivolge al Veggente autore del libro dell’Apocalisse: «Vieni ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’agnello» (Apocalisse 21,9). Lo avevo scelto nella convinzione che il vescovo è certamente in modo totale dalla parte della “fidanzata-sposa”, pienamente inserito nella Chiesa di cui è anzitutto figlio prima di essere padre, ma ha pure il grande privilegio di essere anche dalla parte dello “sposo”, come “amico dello sposo” (Gv 3,29). Ha quindi il dono di essere, in un certo senso, “esterno” alla Chiesa e di poter vedere così il suo crescere, il suo prepararsi come “fidanzata” per diventare la “sposa” dell’Agnello. Finora ho avuto la gioia di contemplare la “fidanzata” del Signore nella concretezza dell’Arcidiocesi di Gorizia e di potere contribuire, pur con tutti i miei limiti, e con la collaborazione di tanti, alla sua crescita verso il Regno di Dio; ora, sono certo, mi verrà data la gioia di vedere e di servire la “fidanzata”, la “sposa” che si prepara alle nozze con l’Agnello, con l’orizzonte della Chiesa intera a servizio del santo Padre, dei Vescovi e delle Chiese locali".
Ai vescovi che non sono “residenziali”, cioè coloro cui non è affidata in prima persona il governo pastorale di una diocesi (si tratta dei Vescovi ausiliari o dei Vescovi con un incarico legato alla Santa Sede), viene attribuito il titolo di un’antica diocesi non più esistente per indicare comunque una relazione con una chiesa. Nel caso del vescovo Carlo il titolo assegnato è di “Arcivescovo emerito di Gorizia”.
Monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli è nato a Milano il 23 giugno 1956. Ordinato presbitero il 14 giugno 1980 dall’Arcivescovo Card. Carlo Maria Martini, è stato inviato al Pontificio Seminario Lombardo di Roma per frequentare i corsi universitari presso la Facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la licenza e successivamente il dottorato. Ha operato dal 1983 presso l’Avvocatura della Curia arcivescovile di Milano, di cui è diventato Avvocato generale dal 1993. È stato docente di diritto canonico presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale e lo è tuttora presso la Facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana. Vicario generale dell’Arcidiocesi di Milano dall’11 gennaio 2004. L’8 aprile 2004 è stato eletto da San Giovanni Paolo II Vescovo titolare della Diocesi di Lambesi e Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Milano. Il 28 giugno 2012 il Santo Padre Benedetto XVI lo ha nominato Arcivescovo metropolita di Gorizia. Ha fatto il suo ingresso in diocesi domenica 14 ottobre 2012. È presidente della Commissione episcopale per il servizio della Carità e la Salute e, in quanto tale, presidente di Caritas Italiana e della Consulta ecclesiale degli Organismi Socio-assistenziali dal 23 maggio 2019 e componente del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana.




