PADOVA: messaggio del vescovo Cipolla e del rettore della basilica del Santo
Per la festa di Sant'Antonio
Redazione Online
06/11/2026
Il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, e il rettore della Basilica del Santo, fra Antonio Ramina, in occasione della festa di sant’Antonio hanno diffuso un messaggio congiunto. Ecco alcuni passaggi.
"Si rimane sempre meravigliati quando una cosa antica continua a rimanere significativa nel tempo. La devozione a sant’Antonio è certamente una di queste realtà che hanno custodito la loro freschezza e capacità di parlare lungo i secoli. Sant’Antonio ancora ci parla, interroga, attira a sé; e lo fa, per così dire, "a cerchi concentrici": dal luogo della sua sepoltura in Basilica, alla città di Padova, all’Italia, fino a raggiungere davvero tutti i paesi del mondo. È paradossale! Si fa fatica a capire come mai".
"La testimonianza di sant’Antonio sta in piedi perché non si è fatta imprigionare da questa logica del tornaconto. Alcuni esempi? Sant’Antonio aveva a cuore il silenzio. Sappiamo come il silenzio sia tempo perso; preferiamo l’efficacia della parola urlata, immediata, a volte aggressiva. Ma la parola di Antonio era feconda e trasformava la vita delle persone perché nasceva dal silenzio, dal lungo pensare, dal lungo pregare". 
"Sant’Antonio aveva a cuore la pace. Per dare vita a ponti di dialogo e di riconciliazione non ha rinunciato a esporsi di persona, rischiando la sua stessa vita. Anche noi vogliamo la pace. Ne parliamo tanto e forse preghiamo per la pace. Ma la coltiviamo concretamente nelle nostre esistenze? O ci lasciamo prendere troppo in fretta dagli stili delle competizioni sfrenate, delle gelosie cieche, della visibilità a tutti i costi?"
"Sant’Antonio aveva a cuore la giustizia. Quanta passione nel prendere le difese di persone povere, fragili, senza voce! A pochi mesi dalla sua morte è riuscito perfino a far cambiare le leggi dello Statuto comunale di Padova, in modo tale che le vittime intrappolate nella spirale dell’usura potessero almeno riavere la libertà. Avrebbe potuto starsene tranquillo, Antonio. In fondo aveva già fatto molto. Era molto stanco e ammalato. E tuttavia non rinuncia a fare ciò che gli era possibile".