PAPA: Vescovi, imparate i nomi della vostra gente
Udienza ai partecipanti al corso di formazione per i nuovi vescovi
Redazione Online
09/15/2026
"Nessun vescovo cammina da solo". Lo ha ribadito il Papa, ricevendo in udienza i partecipanti al corso di formazione per i nuovi vescovi, sul tema: "Vescovi, servitori della comunione nella Chiesa e nel mondo di oggi".
"Rimanere con Gesù", la prima consegna del Pontefice: "Tra le molte cose che sarete chiamati a fare come vescovi, questa è la più importante. Siamo vescovi, ma siamo anzitutto discepoli. Per parlare di lui, abbiamo bisogno di stare con lui; per guidare il suo popolo, dobbiamo lasciarci ogni giorno guidare da lui. È questo l’ordine del vangelo: stare con Lui e, da Lui, essere mandati. Non dimentichiamolo mai. Abbiate perciò sempre a cuore il vostro tempo con il Signore: l’Eucaristia, la Parola di Dio, la preghiera e quei momenti nei quali potete stare alla sua presenza con il cuore semplice del discepolo che si lascia amare dal suo Signore. Il nostro ministero nasce da lì. E quando il cuore rimane vicino a lui, anche il servizio diventa più sereno, libero e fecondo".
"Il vescovo è un uomo che impara ogni giorno di più ad amare il suo popolo: a conoscere le gioie e i dolori della sua gente, a condividerne i sogni, a rallegrarsi nel vedere crescere le comunità". Questo l’identikit del vescovo tracciato dal Papa. "Amate la gente che il Signore vi ha affidato", l’esortazione di Leone XIV: "Imparate i loro nomi, ascoltate le loro storie, entrate, quando potete, nelle loro case, pregate con loro. Specialmente nelle giovani Chiese, tante volte la presenza del vescovo dice moltissimo, prima ancora delle sue parole. Una visita, una benedizione, il tempo dato a un sacerdote, l’ascolto di una famiglia, il dialogo con un giovane: sono piccoli gesti, ma possono rimanere nell’animo di una persona per tutta la vita".
"Avere un animo grande, abbastanza grande da fare spazio a tutti, portando in sé i propri figli e presentandoli ogni giorno al Signore nella preghiera". È una delle caratteristiche del vescovo. La sollecitudine pastorale, propria del vescovo, "non significa semplicemente avere molte responsabilità", ha spiegato Leone XIV: "È qualcosa di più profondo: è portare il proprio popolo nel cuore. San Paolo chiamava suo assillo quotidiano la preoccupazione per tutte le Chiese. Così la Chiesa alla quale siete stati inviati diventa sempre più parte della vostra vita, quasi parte di voi stessi". La vicinanza "è uno dei tratti di Dio con il suo popolo", come ricordava papa Francesco: "Che la gente possa sentire, attraverso la nostra presenza, qualcosa della tenerezza e della paternità di Dio".

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