ROMA: si apre l'inchiesta sulla fama di santità di don Luigi Di Liegro
Lo ha annunciato il Papa
Redazione Online
09/22/2026
"Un metodo, da solo, non ha mai convertito nessuno". Lo ha detto il Papa il 18 settembre nel discorso rivolto alla diocesi di Roma da San Giovanni in Laterano, proponendo un esempio preciso, sotto forma di annuncio. "Ho approvato con gioia la decisione di compiere i passi necessari perché sia avviata l’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità di don Luigi Di Liegro, presbitero di questa Chiesa, morto il 12 ottobre 1997", le sue parole: "Il dono che egli fa al nostro cammino non sta anzitutto nelle opere che ha fatto: don Luigi, prima di costruire qualunque cosa, ha voluto vedere. Nel 1969 commissionò un’indagine sulla religiosità dei romani, perché aveva imparato che non c’è incarnazione del messaggio senza ascolto della realtà. Nel suo ultimo intervento, poche settimane prima di morire, don Luigi disse ai suoi operatori: "Il discernimento è questa domanda: Signore, dove sei?". Questo fa pensare alla domanda di Maria di Magdala presso il sepolcro di Gesù. È la domanda con cui oggi ricominciamo. Quali segni del Regno e quali appelli dello Spirito Santo emergono oggi dalla vita di Roma, e quale forma di Chiesa occorre assumere per riconoscerli e servirli? Custodire in noi questa domanda ci aiuterà a essere Chiesa solidale con il destino di questa città, a contatto con le sue ferite, le sue attese e le sue trasformazioni".
"Una comunità nella quale tutto dipende dal parroco è una comunità fragile, e presiedere non significa fare tutto. Significa generare comunione, valorizzare le energie degli altri, collegare persone e realtà, custodire l’unità". Ha detto ancora il Papa. "Il prete dovrebbe essere un uomo che ascolta prima di rispondere, che discerne prima di decidere", il volto dei presbiteri di cui Roma ha bisogno: "Una persona che resta davanti al Signore, perché non può condurre altri a un incontro che non sta vivendo. La domanda del ‘perché?’ è anzitutto una sua domanda personale: perché sono prete? Corrisponde ancora, la mia giornata, al motivo per cui il Signore mi ha chiamato per nome? Il prete non concentra in sé ogni responsabilità. Riconosce i carismi, forma le coscienze, rende possibile la corresponsabilità dei laici: non per mancanza di forze, ma per fedeltà alla natura della Chiesa".