CONEGLIANO: il limite come risorsa nel mondo della comunicazione
Al Festival Biblico 2026, dialogo tra giornalismo e teologia
Redazione Online
19/05/2026

La Sala dei Battuti di Conegliano, ormai restaurata, ha ospitato a inizio maggio maggio uno dei 15 incontri del Festival Biblico 2026 dedicato al tema del “potere del limite”. L'appuntamento è stato organizzato dal settimanale L’Azione ed aveva come titolo: “Potere e limiti del linguaggio: per una comunicazione costruttiva ed efficace”: un'occasione preziosa per interrogarsi su come il linguaggio possa diventare oggi strumento di costruzione o, al contrario, di barriera, specialmente in un contesto segnato da una profonda frammentazione comunicativa.

Assunta Corbo, giornalista ed esperta di giornalismo costruttivo, ha aperto il confronto analizzando la crisi di fiducia che attualmente colpisce il mondo dell'informazione. Con dati che evidenziano una stanchezza diffusa dei lettori verso un giornalismo basato esclusivamente sul sensazionalismo negativo, la relatrice ha sottolineato come la via d'uscita risieda nel giornalismo costruttivo. Questo approccio non ignora le criticità del reale, ma si impegna a raccontare le soluzioni messe in atto dalle comunità, ammettendo al contempo i limiti di tali risposte e restituendo così un'informazione onesta capace di alimentare una partecipazione attiva e consapevole nel lettore.

Sul versante teologico e comunicativo, don Manuel Belli ha spostato l'attenzione sul profondo cambiamento antropologico che stiamo vivendo. In un tempo in cui le istituzioni godono di scarsa credibilità, i giovani continuano a cercare il volto, ovvero figure umane autentiche e capaci di metterci la faccia. Secondo il teologo, la comunicazione religiosa deve spogliarsi dei tecnicismi per tornare a essere testimonianza pura. In questo senso, i social media non devono essere intesi come la meta finale, quanto piuttosto come una soglia che permette di rompere il ghiaccio e avviare un dialogo reale, capace di superare i vecchi stereotipi che spesso gravano sulla percezione della Chiesa.

Il dibattito ha trovato un punto di sintesi nel messaggio di papa Leone XVI per la Giornata mondiale delle comunicazioni, incentrato sull'esortazione a “custodire voci e volti umani”. Di fronte alle sfide poste dall'Intelligenza Artificiale, i relatori hanno ribadito che la tecnologia non può né deve sostituire la creatività e l'incontro umano. Una comunicazione che si riduce a dinamiche puramente algoritmiche rischia, infatti, di smarrire la sua funzione vitale; al contrario, abitare i nuovi spazi digitali richiede una scelta consapevole, capace di preservare lo stupore e il senso del sacro nonostante la pervasività degli strumenti tecnologici.

L'evento è stato realizzato in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti del Veneto, l'Ucsi del Veneto – presente Alvise Sperandio che ha portato il saluto del direttivo - e la Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici.


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