
Nei giorni scorsi il sacerdote diocesano don Maurizio Dassie ha presentato a Villa Frova di Caneva il suo libro dal titolo "Vale la pena camminare, itinerario interiore per Emmaus" (edito da Il pozzo di Giacobbe), sintesi della sua esperienza di vita all'insegna dei valori cristiani e di un serio cammino di fede e il cammino spirituale di ogni essere umano. In tanti hanno partecipato alla serata, anche perchè don Maurizio è ben conosciuto dalla comunità canevese nella quale esercitò il suo ministero anni fa.
Il titolo del volume è la sintesi di ciò che il sacerdote ha vissuto, sofferto e sperimentato in tanti anni: camminare significa fare esperienza, manifestare identità umana, conoscere il bene e il male per scegliere e mettere il primo, il bene, sul trono della Verità.
Ordinato sacerdote a cinquant’anni dopo una militanza laica e un impegno intenso al servizio degli ‘ultimi’, don Maurizio sintetizza il suo racconto nella parabola dei discepoli di Emmaus: il camminare insieme dà senso all’esistenza stessa, nella quale ognuno deve riconoscersi nell’altro, "facendo venire alla luce la propria autenticità, far emergere la consapevolezza piena quel nucleo vitale originale ... che fa essere ciò che si è, per sé e per gli altri". Cioè realizzare di essere creature singole uniche e irripetibili, raggi della Sua gloria e del Suo splendore, sovrani di sé stessi nell’annullamento dell’io e del mio e nell’esaltazione del noi e del nostro, identificabili da sé stessi, creature uniche, tra gli otto miliardi di esseri umani viventi. In sostanza fratelli, figli della stessa Sostanza o, nella dimensione più alta, la stessa Sostanza in manifestazione.
Cristo cominciò il suo cammino affermando: ‘Vi porto una nuova legge: amatevi l’un l’altro’. Una folgore che minacciava un mondo la cui economia prosperava sulla pratica della schiavitù universale.
Via, dunque, camminiamo con determinazione sulla strada della vita fino alla locanda di Emmaus dove ci si potrà cibare di Verità. Esaltiamo i nostri talenti e spendiamoli tra la gente. Chi si perderà non dovrà temere: tornerà come figliol prodigo alla casa del Padre che farà festa e lo accoglierà abbracciando il più coraggioso e generoso dei figli, colui che aveva osato mettersi in cammino.
Nel suo volume, don Maurizio Dassie rievoca indirettamente l’essenza evangelica e la sintesi di tutti i testi sacri conosciuti dall’umanità: Dio risiede ovunque trovino espressione la compassione e la tolleranza accanto alle sei virtù principali: entusiasmo, determinazione, coraggio, buon senso, forza e audacia. Nel vivere quotidiano di questo vero ricercatore spirituale c’è sempre un soffio di provocazione che produce un brivido in tutti, una vertigine data dalla consapevolezza di poter diventare camminatori instancabili e di poter spezzare tutte le catene esistenziali.
Del resto, questo fu il suggerimento di Socrate e di tutti i saggi di ogni ricerca filosofica: conosci te stesso, scoprirai la grande Verità. Cioè che nel vivere, sperimentare, indagare, gioire e soffrire, anche nell’errore riconosciuto e di cui ci si pentirà, cioè nel camminare, tu riconoscerai la tua vera identità, vedrai l’agire misterioso e stupefacente di Qualcosa o di Qualcuno che è più di un fratello o di un figlio.
Nel corso della serata ci sono stati alcuni momenti musicali a cura di Anna Franco e di Emanuele Zanette (voce e pianoforte).




