MANSUÈ: i cento anni di Assunta Maria Narder
Festeggiati con nipoti e pronipoti
Redazione Online
08/17/2026
Nata a Ponte di Piave, il 15 agosto 1916, nella festa dell'Assunzione della Vergine Maria, Assunta (Maria) Narder è arrivata a Mansuè all'età di sei anni. La sua famiglia era numerosa - raccontano i suoi familiari - composta da 7 fratelli (lei era la quarta). Erano anni molto poveri: usciti dalla guerra 1915-1918, ognuno cercava di lavorare per vivere. A 6 anni, Assunta ha iniziato ad imparare un mestiere: la sarta. Alla mattina andava a scuola, nel pomeriggio al lavoro. Dopo la terza elementare ha iniziato a lavorare trasferendosi da famiglia a famiglia come sarta. E la paga? L'alloggio e il pranzo, fatto quasi sempre di fagioli... ed era un lusso. Quando era a casa lavorava in stalla, perché lì era caldo, visto che non esisteva il riscaldamento.
Poi arriva la Seconda guerra mondiale (1945): i tedeschi alloggiano proprio vicino a casa. Incontra il suo futuro sposo, anche lui di Mansuè, ma emigrato in Belgio per fuggire alla guerra e alla fame. Si incontrano e si scrivono per qualche mese. Il suo amato ha un bambino di un anno, la cui mamma è morta di parto. Assunta deve prendere una grande decisione: oltre a sposarsi e andare in Belgio, deve fare da mamma a questo piccolo. Si sposano e iniziano una vita di sacrifici e di povertà. Il suo amato lavora in miniera di carbone; lei non poteva sopportare di vederlo in quello stato, con il rischio del crollo della miniera, come era già successo. Stavano al freddo pur di risparmiare il carbone in dotazione ai lavoratori: lo vendevano per racimolare qualche soldino in più. Con tutti i risparmi e con tantissimi sacrifici, anche soffrendo la fame, riescono a fare tre stanze, detta "la casetta del Canada".
Decidono poi di tornare a Mansuè, abitando con la suocera. Nascono in quella casa le due figlie. Ma non c'è lavoro e non si possono sfamare i figli. Lo sposo parte per la Svizzera: lavora e manda a casa qualche soldino. Dopo un periodo fa rientro al paese e decidono insieme di trasferirsi nei paesi vicini a lavorare di mezzadria. Si lavorava tanto, ma si portava a casa poco. Insieme al marito ha imparato a lavorare i campi e ad allevare animali. Oltre a tutte queste difficoltà, hanno dovuto affrontare anche una grande sofferenza: la morte dell'ultimo figlio per morte bianca, un dolore difficile da superare.
Decidono così di rientrare a Mansuè. Inizia l'era dell'industria del mobile: il marito lavora in fabbrica e Assunta riprende a fare la sarta, risparmiando su tutto e controllando ogni minima spesa. Assunta, con il suo carattere buono, supera ogni ostacolo: sempre positiva, sempre con il sorriso, sempre disponibile nell'aiutare tutti, sempre con una buona parola. Passano gli anni e Assunta continua ogni giorno a recitare il rosario: è molto devota, un esempio di vita per tutti i familiari. Il suo desiderio era poter festeggiare i suoi 100 anni con tutti i suoi nipoti (vedi foto), poter riunire tutti in un giorno di allegria e di gioia. È stata premiata: ha potuto gioire di questo meraviglioso regalo. Auguri, auguri Assunta per i tuoi 100 anni!
Assunta con il sindaco di Mansuè Leonio Milan (foto: comune di Mansuè)

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