GERMANIA: Sassonia-Anhalt, AfD vince ma non ha i numeri per governare il land
La Chiesa cattolica s’interroga sul risultato. Don Birgener (katholisch.de): “La gente si sente abbandonata”
Agenzia Sir
09/07/2026
Con quasi il 44% dei voti, il partito populista di estrema destra AfD – Alternativa per la Germania, guidato dal suo candidato di punta Ulrich Siegmund, è il netto vincitore delle elezioni statali nel land Sassonia-Anhalt.
“Questo è un risultato storico e un mandato molto chiaro per governare”, ha dichiarato la presidente federale del partito, Alice Weidel. Siegmund si è mostrato decisamente più cauto, escludendo un governo di minoranza. L’AfD non rinuncerebbe alle sue posizioni fondamentali per “qualsiasi opzione di potere”. Weidel, dal canto suo, ha affermato di essere alla ricerca di “forze disposte a collaborare con noi”. Ha menzionato “la Cdu, o alcune sue componenti” come possibile opzione.
Il risultato del partito di governo uscente, Unione dei cristiano democratici (Cdu), si è dimezzato: “Alcuni dicono che questo sia un giorno buio per la Sassonia-Anhalt. Io dico: questa è la democrazia. E oggi i cittadini sono andati a votare”, ha affermato il presidente uscente e candidato di punta della Cdu del land, Sven Schulz. Schulz ha sottolineato l’altissima affluenza alle urne, pari all’80%.
La Sassonia-Anhalt si trova ora ad affrontare un difficile processo di formazione del governo: nonostante la vittoria elettorale, l’AfD non ha la maggioranza assoluta per eleggere Siegmund come ministro-presidente o per attuare il proprio programma. Siegmund ha, anche durante la campagna elettorale, respinto l’ipotesi di un governo di minoranza da lui guidato.
Anche un governo di minoranza guidato dalla Cdu con l’Spd e i Verdi non ha la maggioranza, nemmeno con i voti del partito della sinistra, Linke. La Bsw, Alleanza Sahra Wagenknecht, preferirebbe, come espresso al termine delle votazioni, un “ministro-presidente non partitico”, e non si preclude l’opportunità di collaborazioni per formare un nuovo governo. Qualora non venisse trovata la maggioranza, l’attuale governo del ministro-presidente Sven Schulze potrebbe rimanere in carica ad interim. L’elezione con il mandato a formare la compagine governativa è prevista in occasione dell’inaugurazione del nuovo parlamento.
In un editoriale sul portale della Chiesa cattolica tedesca, katholisch.de, don Dirk Birgener, presidente di Missio-Aachen, analizza a caldo i risultati elettorali in Sassonia-Anhalt, con la vittoria eclatante del partito populista di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD).
Birgener evidenzia che durante la campagna elettorale “non sono mancati avvertimenti e valide argomentazioni in anticipo. La diocesi di Magdeburgo ha condotto un’ampia campagna elettorale, promuovendo valori come carità, solidarietà e dignità umana. Il fatto che tutti questi sforzi non siano riusciti a impedire la vittoria elettorale dell’AfD può avere molte ragioni. Un fattore certo è la posizione di minoranza della Chiesa cattolica nella Germania dell’Est. Ciononostante, tutti coloro che si sono dedicati a questa causa e hanno sopportato una notevole ostilità meritano riconoscimento e gratitudine. Non ultimo tra questi, il vescovo di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, che, con il suo modo di fare autentico e chiaro, ha offerto una guida a molti”.
Per Birgener “una possibile spiegazione del risultato elettorale è che le persone si sentono abbandonate. Lo Stato, i partiti politici, i settori chiave dei servizi pubblici e l’impegno civico sono spesso percepiti come assenti. Per la Chiesa in Germania, ciò solleva la questione generale del suo ruolo in situazioni simili”.
Nell’editoriale, Birgener sottolinea inoltre che “può sembrare paradossale: proprio in tempi di chiusure di chiese, tagli al bilancio e allontanamento, si avverte la necessità di una presenza più forte. I processi strutturali e i loro promotori tendono spesso a pensare dall’alto verso il basso. Ma i veri esperti sono sul campo. È lì che si comprende se le riforme valgono la pena. L’aspetto cruciale è se possa emergere una chiesa presente nella vita quotidiana, che promuova la vicinanza, affronti le tematiche che stanno a cuore alle persone e le sostenga nel vivere la propria fede a modo loro. Bisogna evitare tutto ciò che è artificiale; tutto ciò che è vitale e collaudato nella pratica va incoraggiato”.