PACE: la manifestazione pacifica ad Aviano nell'anniversario di Hiroshima
Con l'adesione di ben 15 associazioni: "La memoria serve quando ci aiuta ad interrogare le scelte di oggi: siamo davvero più sicuri in un mondo che investe sempre più negli armamenti?"
Redazione Online
09/10/2026
Ad Aviano, anche quest'estate davanti alla base militare americana si è svolta la manifestazione pacifica, con oltre 300 persone, per ricordare il primo bombardamento atomico avvenuto sopra le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki avvenuto 81 anni fa, il 16 e il 9 agosto del 1945, provocando 200 mila vittime, tra quelli che morirono subito e quelli che persero la vita successivamente a causa delle radiazioni.
E' un appuntamento che si ripete ormai da molti anni, nato dall’iniziativa di Beati i Costruttori di Pace di Padova (don Albino Bizzotto) e di Pordenone (don Giacomo Tolot).
Vi hanno aderito ben 15 associazioni e gruppi tra cui, oltre a Beati costruttori di Pace, anche Pax Christi nazionale, l’Anpi, Movimento Non Violento, vari circoli Arci, Comitati locali per la Pace e Restiamo Umani di Vittorio Veneto.
E’ giunta anche l’adesione del Comune spagnolo di Manzanares el Real ( Madrid) aderente all’Alleanza per il Disarmo Nucleare e al TPAN, Trattato per la proibizione delle Armi Nucleari e alla campagna ICAN, organizzazione che nel 2017 ha ricevuto il premio nobel per la pace.
Nelle motivazioni dell’incontro gli organizzatori hanno specificato che non si tratta solo di una ricorrenza per ricordare vittime del passato ma che quell’olocausto nucleare è una domanda urgente rivolta al presente, che la memoria serve quando ci aiuta ad interrogare le scelte di oggi: siamo davvero più sicuri in un mondo che investe sempre più negli armamenti e sempre meno nella diplomazia? Non esiste sicurezza se aumentano le armi, mentre diminuiscono le risorse per curare, educare, accogliere e affrontare la crisi climatica.
C’è stato anche il messaggio di saluto del vescovo Giuseppe Pellegrini, che richiamando papa Leone ma anche ricordando papa Francesco, enuncia con chiarezza la responsabilità dei cristiani nel rifiutare la logica dell’escalation militare e nell’affermare che la pace non nasce dall’accumulo di armi, ma da dialogo, dalla giustizia e dalla fraternità: “La pace è una responsabilità, si edifica con la verità e cerca testimoni”.
Quello di Hiroshima non è un anniversario, è un avvertimento. Sono state ricordate anche le parole di Ernesto Balducci: “Gli uomini del futuro saranno uomini pace o non saranno”. Da Aviano è partito un appello non solo contro le armi nucleari, ma per la costruzione di una cultura della pace, anche in vista di Pordenone capitale italiana della cultura 2027.