
Non più una nicchia, ma una vera e propria filiera strutturata che corre più veloce dell'economia generale. Nel Veneto la pet economy si consolida come uno dei settori a più alta crescita dell'ultimo decennio: nel 2024 la spesa delle famiglie venete per i piccoli amici da compagnia ha toccato quota 652 milioni di euro.
Il dato, emerso dall'elaborazione dell'Ufficio Studi di Confartigianato su dati Istat, colloca la nostra regione al terzo posto in Italia (incidendo per il 9,7% sul totale nazionale), preceduta solo da Lombardia e Lazio.
I numeri del boom: +107% in dieci anni
A livello nazionale la spesa complessiva ha raggiunto i 6,7 miliardi di euro, segnando un balzo del +76% in dieci anni, una dinamica sbalorditiva se confrontata al +9,4% della spesa totale media delle famiglie. In Veneto, la torta dei consumi è così ripartita:
- 510 milioni di euro per prodotti (alimenti, accessori, cura);
- 142 milioni di euro per servizi veterinari e cura della persona (toelettatura, addestramento).
A livello provinciale, ben cinque province venete superano i 100 milioni di spesa, con Padova e Verona in testa alla classifica.
L'anima artigiana del settore
Il vero motore di questa crescita è l'artigianato. In Veneto operano 380 imprese artigiane dedicate ai servizi (toelettatura, pensioni, dog-sitting), che rappresentano quasi il 70% del totale del settore. Un numero che è più che raddoppiato nell'ultimo decennio (+107,7%), confermando il Veneto come una delle regioni più dinamiche d'Italia.
"La pet economy coinvolge produzione, servizi e commercio – rileva Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto – Il mercato è solido perché risponde ai bisogni di una società che è profondamente cambiata".
Una passione diffusa, soprattutto nei piccoli centri
Nel Nord-Est la presenza di animali domestici è superiore alla media nazionale: il 40,3% delle famiglie ospita almeno un animale. Il dato diventa ancora più significativo nei piccoli Comuni sotto i 2.000 abitanti, dove quasi una famiglia su due possiede un cane, un gatto o un altro piccolo compagno.
Margini di crescita e opportunità per il "Made in Veneto"
Nonostante l'Italia sia un forte esportatore (827 milioni di euro nel 2025), il saldo commerciale resta negativo. Questo, secondo Confartigianato, rappresenta un'opportunità: "Ci sono ampi margini di crescita per una regione manifatturiera come la nostra – sottolinea Boschetto – Le nostre competenze nel tessile, nella lavorazione dei materiali e nell'alimentare possono trovare nella pet economy un segmento ad alto potenziale di sviluppo".






