ECONOMIA: "Sbloccate il Mercosur"
L'appello di Armando Sartori (Confartigianato Marca Trevigiana)
Alessandro Toffoli
28/01/2026

«Bene l’accordo di libero scambio tra India e Unione Europea, ma ora è fondamentale sbloccare al più presto anche quello con il Mercosur». La posizione di Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, è chiara e determinata di fronte allo stallo delle trattative con i cinque Paesi dell’America Latina, seguito al voto negativo del Parlamento Europeo. Per l'economia trevigiana si tratta di una partita strategica, come dimostrano i dati registrati tra settembre 2024 e ottobre 2025: in questo periodo, l'export della Marca verso Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay ha superato i 108 milioni di euro, segnando una crescita del 5% su base annua.

Quasi la metà di questo fatturato, circa 50 milioni di euro, è generato dal comparto dei macchinari e delle attrezzature, seguito da gomma, materie plastiche, apparecchiature elettriche e prodotti metallurgici. Sartori sottolinea come molte imprese artigiane, pur non esportando direttamente, siano tasselli vitali delle filiere metalmeccaniche che raggiungono questi mercati emergenti, dove la domanda di qualità italiana è altissima.

Anche i settori più tradizionali del "Made in Treviso" stanno trovando spazio oltreoceano. La pelletteria ha registrato un balzo del 23%, superando i 2,8 milioni di euro, mentre il settore del mobile è cresciuto del 16%. Risultati sorprendenti arrivano dal comparto legno, protagonista di un vero e proprio boom con un incremento del 117,7%, e dal tessile che, pur in un momento difficile, segna un +37,6%. Al contrario, l'abbigliamento evidenzia ancora segnali di crisi con una contrazione dell'11,7%.

In un panorama geopolitico instabile, stretto tra il protezionismo statunitense e la concorrenza cinese, la diversificazione dei mercati diventa una necessità vitale. Secondo il presidente Sartori, i Paesi del Mercosur – con il Brasile in testa, che da solo assorbe il 67% dell'export trevigiano, seguito dall'Argentina al 21,9% – offrono opportunità straordinarie proprio per il prodotto artigianale, preferito a quello di massa. Sbloccare l'accordo significherebbe dunque dare ossigeno a un sistema produttivo che vede in queste nazioni in evoluzione dei partner naturali e complementari.


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