SALUTE: "Sì all’utilizzo dell’IA, no alla relazione di cura mediata da uno schermo"
Così il segretario regionale di Fimmg Veneto
Redazione Online
10/14/2026
"Non dobbiamo avere paura della tecnologia, ma dobbiamo capire come utilizzarla. Se l’intelligenza artificiale ci permette di togliere al medico attività ripetitive e di restituirgli tempo per ascoltare il paziente, allora può essere uno strumento straordinario. Il punto è non confondere la digitalizzazione con la sostituzione della relazione di cura".
A dirlo è stato Enrico Peterle, segretario regionale di Fimmg Veneto, durante la tavola rotonda "Da MMG a MMD: il Medico di Medicina Digitale per una nuova relazione di cura", nell’ambito dell’85esimo congresso nazionale Fimmg-Metis in corso a Villasimius in Sardegna. 
"Quando introduciamo un nuovo strumento dobbiamo chiederci prima di tutto se serve davvero a chi cura le persone. Se facilita il lavoro e migliora l’assistenza, siamo favorevoli. Ma dobbiamo anche riconoscere che ogni innovazione può comportare un impegno aggiuntivo per i medici – ha spiegato Peterle – e questo aspetto deve essere discusso e condiviso. Non possiamo pensare di introdurre strumenti dall’alto e poi attribuire ai professionisti la responsabilità se non vengono utilizzati".

"L’intelligenza artificiale può darci una possibilità molto concreta: avere qualcuno che trascrive, codifica e struttura le informazioni della visita. Oggi una parte del tempo del medico viene assorbita proprio da queste attività. Se riusciamo ad automatizzarle – ha proseguito il segretario della Fimmg Veneto – possiamo migliorare la qualità del dato, ridurre gli errori e soprattutto restituire tempo alla relazione con il paziente. Questo è un utilizzo dell’IA che può servire alla medicina di famiglia già oggi".

Notizie correlate