
"La Regione sta mettendo in seria difficoltà le medicine di gruppo integrate, quelle che dovevano essere il pilastro della medicina territoriale veneta. Abbiamo depositato un’interrogazione urgente per chiedere di riconoscere i rimborsi dovuti dalle Ulss per gli aumenti salariali del personale delle medicine di gruppo e di chiarire se sia in corso un trasferimento di risorse e personale dalle Mgi alle Case di comunità".
Lo rendono noto i consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato ed Elena Ostanel.
"Il nuovo assessore regionale alla Sanità, Gerosa, ha detto che il diritto alla salute non è comprimibile e che il bilancio deve adattarsi - fanno presente i consiglieri regionali -. Non sarà quindi un problema trovare i soldi per rimborsare le Mgi, che garantiscono un servizio fondamentale e apprezzato dai cittadini. Le Mgi hanno dimostrato di poter garantire l'accessibilità fino a 12 ore al giorno. Prendono in carico la cronicità, fanno prevenzione e costituiscono un filtro fondamentale che riduce gli accessi impropri ai pronto soccorso. Eppure, la Regione continua a non adeguare i rimborsi per il personale infermieristico e di segreteria, nonostante gli aumenti previsti dal nuovo contratto collettivo nazionale. Il risultato è che molti medici si trovano oggi con debiti di migliaia di euro verso le cooperative che forniscono il personale. Una situazione insostenibile".
Solo il 25% dei medici veneti lavora in Mgi, quando la legge prevedeva di arrivare al 75%. Nel contempo il 55,5% degli accessi ai pronto soccorso è in codice bianco: un dato che certifica il fallimento della medicina territoriale e l’urgenza di potenziare, non indebolire, le MGI. Preoccupa, inoltre, che in alcuni territori le nuove convenzioni abbiano ridotto servizi essenziali come il punto prelievi e le ore di infermieri e segreteria. Temiamo che la Regione stia spostando personale e risorse dalle Medicine di gruppo alle Case di comunità, il che sarebbe paradossale".







