SCUOLA: rischio accorpamento per gli Uffici Scolastici di Belluno e Treviso
Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro urgente al Prefetto
Redazione Online
06/08/2026
Da sinistra: i segretari Denise Casanova (Cgil), Francesco Orrù (Cisl) e Sonia Bridda (Uil)
La nomina immediata di un nuovo dirigente per l’Ufficio scolastico di Belluno, un piano ministeriale di sostegno e potenziamento per lo Uat territoriale, l'apertura urgente di un tavolo di confronto e rassicurazioni immediate da parte dei vertici regionali e ministeriali. Sono le richieste di Cgil, Cisl e Uil di Belluno e delle Federazioni di categoria della Scuola per salvare l’ufficio ambito territoriale (Uat) di Belluno, che, con il trasferimento del dirigente Massimiliano Salvador alla struttura di Treviso, rischia di essere accorpato con l’ufficio della Marca trevigiana. Le tre organizzazioni sindacali respingono con fermezza qualsiasi ipotesi di gestione a distanza o di progressivo depotenziamento delle cabine di regia territoriali e chiedono un incontro urgente al Prefetto affinché la questione venga portata all’attenzione della massima autorità di rappresentanza e garanzia del Governo sul territorio.
Il trasferimento del dirigente titolare dell’Ufficio scolastico provinciale di Belluno - affermano Denise Casanova, Francesco Orrù e Sonia Briddasegretari generali di Cgil, Cisl e Uil territoriali, con Alessia Cerentin (Flc Cgil), Anna Lucia Tamborrini (Cisl Scuola) e Giuseppe Morgante (Uil Scuola) - ha aperto un vulnus istituzionale profondo nel nostro territorio. Non si può derubricare questo evento a un semplice contrattempo burocratico: il rischio è quello di uno svuotamento progressivo delle funzioni dell'ente bellunese. Questo vuoto di potere, nei fatti, rischia di fare da preludio a un definitivo e penalizzante accorpamento con l’ambito territoriale di Treviso, allontanando i centri decisionali dalla nostra comunità”.
Belluno, provincia interamente montana - proseguono Cgil, Cisl e e Uil - non è una realtà al pari delle altre del Veneto, e quindi non può essere trattata con freddi parametri standardizzati. Parliamo di un territorio montano e periferico, orograficamente complesso, in cui la gestione delle 33 istituzioni scolastiche richiede una conoscenza profonda delle dinamiche locali. In un contesto segnato da un cronico e altissimo tasso di mobilità del personale, avere una dirigenza dedicata non è un lusso o un privilegio, ma un presidio essenziale e imprescindibile per la tenuta del sistema scolastico”.
La preoccupazione non si limita all’efficienza degli uffici, ma investe il destino stesso delle scuole e delle comunità più isolate. L'eventuale consolidamento del piano di unificazione con Treviso delineerebbe infatti uno scenario critico, caratterizzato dalla revisione dei piccoli plessi e da accorpamenti forzati.
Una dinamica – sottolineano – che priverebbe le comunità montane di un servizio essenziale, compromettendo il potenziale formativo dei giovani residenti, i quali godono dei medesimi diritti dei coetanei di pianura. Di conseguenza, si registrerebbe un'accelerazione dello spopolamento delle vallate, a discapito della salvaguardia della popolazione d'alta quota”.
Tre le richieste indirizzate al Prefetto, al quale si domanda un incontro urgente: l'immediata nomina di un dirigente titolare dedicato all'Ufficio Scolastico di Belluno, perché la specificità montana non può essere ignorata; un piano di sostegno e potenziamento da parte del Ministero per l'ufficio che coordina le scuole; l'apertura urgente di un tavolo di confronto e rassicurazioni immediate da parte dei vertici regionali e ministeriali.
La scuola di montagna si difende e si valorizza solo garantendo la vicinanza, la stabilità e la prossimità delle istituzioni – concludono le organizzazioni sindacali -. Difendere l'ufficio scolastico di Belluno significa difendere il futuro del nostro territorio”.