TREVISO E BELLUNO: scuola, nuovo anno al via tra posti vacanti e precarietà
Preoccupazione della Cisl Scuola
Redazione Online
09/10/2026
Anna Lucia Tamborrini
Sono oltre 500 i posti di docente ancora vacanti in provincia di Belluno e, al diciassettesimo turno di nomina, ne sono stati coperti soltanto 177, di cui 105 sul sostegno. A complicare ulteriormente le operazioni sono le continue rinunce. Un problema che riguarda soprattutto i docenti provenienti da fuori provincia, per i quali le difficoltà nel reperire abitazioni e gli elevati costi degli affitti rendono economicamente poco sostenibile l’accettazione del posto. A questo si aggiungono i vincoli triennali previsti per i docenti neo-immessi in ruolo, che non facilitano la scelta di lavorare in un territorio come quello bellunese.
Un problema rilevante riguarda anche il personale Ata: su 33 istituti scolastici ben 18 sono privi di un Funzionario delle Elevate Qualificazioni (ex DSGA) di ruolo, figura centrale per l’organizzazione amministrativa e per l’avvio dell’anno scolastico. “Bisogna ringraziare gli assistenti amministrativi che anche quest’anno permettono l’avvio della scuola ricoprendo questo incarico come facenti funzioni”, sottolinea Tamborrini.
A Treviso elevato il numero di posti vacanti: circa 3.000. Il Ministero sta procedendo con le immissioni in ruolo del personale docente. Al diciassettesimo turno di nomina ne sono stati assunti circa 600, nominati dalle varie procedure concorsuali e in questi giorni è iniziato anche il primo turno di nomina per il personale precario. Particolarmente allarmante è la situazione del sostegno, dove alla necessità di garantire continuità educativa agli studenti con disabilità si contrappone una disponibilità ancora insufficiente di docenti specializzati. “
Preoccupa infine la situazione della scuola secondaria con la carenza dei docenti per le discipline STEM: mancano 57 docenti di matematica e scienze, mentre per scienze motorie su 149 cattedre libere in Veneto 102 riguardano la sola provincia di Treviso.
"La situazione nei due territori presenta criticità diverse, ma riconducibili a un problema comune: gli organici non sono sufficienti a rispondere pienamente al fabbisogno delle scuole e una parte significativa del personale continua a lavorare in condizioni di precarietà – sottolinea Anna Lucia Tamborrini, segretaria generale della Cisl Scuola Belluno Treviso –. Questo rende difficile garantire continuità e stabilità, che sono condizioni fondamentali per il buon funzionamento della scuola e, soprattutto, per gli studenti più fragili”. “Per questo – prosegue Tamborrini – occorre intervenire su due fronti: adeguare gli organici alle effettive necessità delle scuole e aumentare le opportunità di formazione e specializzazione dei docenti, in particolare nella scuola primaria. Solo così sarà possibile ridurre progressivamente il ricorso al lavoro precario".
Particolarmente urgente, secondo la Cisl Scuola, è una risposta sul sostegno. La proposta è quella di affiancare ai concorsi un secondo canale di reclutamento che consenta di stabilizzare i docenti che da molti anni lavorano sul sostegno con contratti a tempo determinato riconoscendo la professionalità acquisita nel tempo.

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