VENETO: 10 mila famiglie attendono un alloggio popolare
una fetta rilevante del patrimonio ERP è sfitto a causa della mancata manutenzione
Redazione Online
10/07/2026
Giovanni Manildo
"Mentre i sindaci lanciano l'allarme sull'emergenza abitativa, in Regione sta facendo strada una proposta della maggioranza di governo che, se verrà approvata, porterà alla riduzione del numero di case popolari, per fare spazio al social housing. Un modello abitativo, questo, importante per rispondere alle esigenze di chi non accede alle graduatorie e al tempo stesso fa fatica ad affrontare i prezzi di mercato. Ma che non può svilupparsi a danno di oltre 10 mila famiglie che sono già in graduatoria e che continuano ad aspettare di ottenere un alloggio pubblico". 
A denunciarlo sono i consiglieri regionali del PD, Giovanni Manildo (capogruppo), Jonatan Montanariello (vice presidente della commissione politiche abitative) e Monica Sambo (vice presidente della commissione Turismo), facendo riferimento ai richiami di Anci e a una proposta di legge presentata dai consiglieri della Lega, Elisa De Berti e Andrea Tomaello. 
"Come evidenziato anche dal presidente dell'Anci, una fetta rilevante del patrimonio ERP regionale è oggi sfitto a causa della mancata manutenzione. Un'inerzia della Regione che viene confermata dai numeri: nel 2025, a fronte di un fabbisogno per il recupero degli alloggi ATER sfitti stimato in 963,98 milioni di euro, sono stati spesi appena 15,58 milioni (l’1,6%). Non si risponde a una tempesta di queste proporzioni con le briciole: serve un Piano straordinario e pluriennale di investimenti per recuperare e ristrutturare il patrimonio pubblico esistente".
 Accanto al tema del patrimonio pubblico, gli esponenti dem sottolineano la "necessità di regole chiare per le locazioni brevi e di tutele per gli enti locali. Nelle prossime settimane presenteremo una proposta di legge regionale - prima firmataria Sambo - sulle locazioni turistiche. Serve una regolamentazione che, senza andare a colpire i piccoli proprietari, ponga però un freno alle grandi proprietà immobiliari e alle società che possiedono decine se non addirittura centinaia di appartamenti, condizionando l’intero mercato".

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