VENETO: alloggi edilizia pubblica, proposte di modifica dei criteri di accesso
Dal gruppo "Resistere Veneto"
Redazione Online
06/04/2026
Riccardo Szumski
"Abbiamo presentato una proposta di legge per modificare l'accesso agli alloggi pubblici e contrastare gli abusi. Questa iniziativa interviene sulla normativa regionale riguardante l'edilizia residenziale pubblica (ERP), disciplinata dalla legge regionale n. 39/2017, con l'intento di incrementare equità, trasparenza e sostenibilità nel settore". Lo annunciano i consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat (Szumski Resistere Veneto), che aggiungono: "L'applicazione pratica della normativa ha messo in luce diverse criticità, sia per quanto riguarda l'accesso agli alloggi, sia nella gestione dei nuclei assegnatari. Questi problemi includono morosità ripetute, definizioni inconsistenti del nucleo familiare e possibili comportamenti elusivi. La legge si propone di affrontare questi aspetti in modo mirato, nel rispetto dei principi costituzionali di uguaglianza e di buon funzionamento della pubblica amministrazione. Il primo articolo -proseguono i consiglieri - introduce un nuovo criterio che limita l'accesso agli alloggi ERP; in particolare, non potranno presentare domanda coloro che, nei dieci anni precedenti, abbiano ricevuto provvedimenti di decadenza o risoluzione del contratto per morosità, a meno che il debito non sia stato sanato. Tuttavia, questa norma non si applicherà a chi ha un piano di rientro approvato e rispettato o a coloro che si trovano in una situazione di morosità incolpevole accertata. L'obiettivo è responsabilizzare gli assegnatari e proteggere le risorse pubbliche, evitando che si ripetano situazioni di morosità irrisolta".
"In aggiunta, la proposta modificherà anche la definizione di nucleo familiare per l'accesso agli alloggi ERP - continuano i consiglieri - introducendo il principio della convivenza anagrafica stabile come criterio per identificare i componenti del nucleo. Inoltre, prevediamo un potenziamento del sistema di controlli, con verifiche periodiche sulla residenza effettiva e sulla veridicità delle dichiarazioni in relazione alla situazione economica esposta. Le violazioni comporteranno la decadenza dall'assegnazione e un'esclusione temporanea dai bandi che può variare da tre a dieci anni. Questa disposizione mira a garantire l'efficacia del sistema normativo e a contrastare comportamenti impropri, assicurando nel contempo che l'attuazione della legge non comporti nuovi oneri per il bilancio regionale. Le attività previste rientrano nelle competenze degli enti gestori e possono essere realizzate con le risorse già disponibili secondo la legislazione vigente".