EDILIZIA: in provincia di Treviso mancano 1800 operai
Preoccupazione da CNA Costruzioni Treviso
Redazione Online
06/21/2026

Questo il fabbisogno del comparto costruzioni nella Marca trevigiana per il periodo estivo 2026. Ma nel 60% dei casi vi sono grandi difficoltà a trovare personale. CNA Costruzioni Treviso: «Carenza ormai strutturale. Servono nuove politiche per il lavoro e l’ingresso di lavoratori qualificati dall’estero, attraverso percorso dedicati».
Sono circa 1.800 i nuovi operai di cui le imprese edili della provincia di Treviso avranno bisogno nel trimestre estivo 2026. La stima elaborata dal Progetto Excelsior di Unioncamere evidenzia una situazione divenuta ormai strutturale per il comparto delle costruzioni.
In provincia sono 11.500 imprese edili, l’80% delle quali con meno di 50 addetti, per un totale di oltre 25.000 occupati tra dipendenti, titolari e lavoratori autonomi. Nonostante il rallentamento del settore seguito alla conclusione della stagione del Superbonus e dei principali cantieri finanziati dal PNRR, il comparto continua a generare occupazione. Nel 2025 il saldo occupazionale è stato positivo per circa 4.000 addetti nella Marca. Le imprese, tuttavia, faticano sempre più a reperire il personale necessario a far fronte alle commesse.
Secondo lo studio Excelsior, tra giugno e settembre il fabbisogno delle aziende trevigiane sarà di circa 600 assunzioni al mese, prevalentemente operai specializzati, per un totale di 1.800 nuovi addetti necessari. Peraltro, il comparto che registra le maggiori difficoltà di reperimento: in oltre il 60% dei casi le aziende segnalano consistenti difficoltà di reperimento personale, soprattutto per la mancanza di persone disponibili o di competenze professionali coerenti con le richieste del mercato.
«Siamo di fronte a una vera emergenza – afferma Angelo di Stazio, presidente CNA Costruzioni Treviso –. Le imprese hanno lavoro e cercano personale, ma non riescono a trovarlo. La causa principale è la crisi demografica che sta riducendo progressivamente il numero di giovani disponibili sul mercato del lavoro. È un problema destinato a pesare sempre di più nei prossimi anni, con il progressivo pensionamento di migliaia di lavoratori. Per questo servono sia politiche strutturali a sostegno della natalità e delle famiglie, sia misure immediate che favoriscano l'ingresso di lavoratori qualificati dall'estero, tramite percorso formativi a 360 gradi».
«Proprio per rispondere alla carenza di manodopera, CNA Veneto ha promosso negli ultimi mesi il progetto "Ponte Albania-Veneto", iniziativa dedicata alla formazione e al reclutamento di giovani lavoratori da inserire nelle imprese delle costruzioni – aggiunge Enrico Foffani, direttore CNA Provinciale Treviso -. Il progetto pilota, approvato dal Ministero del Lavoro, finanziato da Edilcassa Veneto e realizzato da Ecipa Nordest, ha coinvolto una quindicina di operatori albanesi che hanno seguito un percorso di formazione sulla lingua italiana, la sicurezza sul lavoro, l'educazione civica e le competenze tecniche richieste nei cantieri prima del loro arrivo in Italia. Sono ora pronti a fare ingresso nel mondo del lavoro in Italia. CNA richiama inoltre l'attenzione delle istituzioni sulla necessità di sostenere il comparto dopo la conclusione delle misure straordinarie che negli ultimi anni hanno alimentato la domanda. Tra le priorità indicate dall'associazione figurano l'accelerazione del recepimento della direttiva europea sulle Case Green, l'attuazione concreta del Piano Casa e una revisione del Codice degli Appalti che favorisca l'accesso delle piccole imprese alle gare pubbliche».
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