VENETO: agricoltura, in aumento prezzi e volumi prodotti
Trainano viticoltura e zootecnia
Redazione Online
07/28/2026

Pubblicato il report 2025 di Veneto Agricoltura: in aumento prezzi e volumi prodotti. Trainano viticoltura e zootecnia, sale l’occupazione nelle imprese.
La produzione lorda agricola del Veneto nel 2025 vale 8,5 miliardi di euro, registrando un incremento di 590 milioni rispetto all’anno precedente (+7,4%). A certificarlo è il rapporto 2025 sulla congiuntura del comparto agroalimentare pubblicato da Veneto Agricoltura.
Decisivi, in questo senso, soprattutto l’aumento dei prezzi (+5,1%) oltre che dei volumi prodotti (+2,2%), con equilibri differenti tra i comparti del settore primario veneto.
Nello specifico, le coltivazioni agricole, caratterizzate da un incremento di valore del 5,2%, hanno giovato più della crescita delle quantità prodotte (+4,1%) che dell’aumento dei prezzi (+1%), grazie soprattutto alla buona resa di alcuni dei fiori all’occhiello dell’agricoltura veneta.
Durante la vendemmia 2025, sono stati raccolti quasi 15 milioni di quintali di uva raccolti, in crescita del 6,8% sul 2024. Tra le colture industriali di punta sul territorio nazionale, soia e tabacco hanno fatto segnare rispettivamente un +4,1% e un +16% sui quantitativi del 2024.
Incisivo anche l’andamento delle colture ortive (+14%, con 875.000 tonnellate prodotte), che insieme alla ripresa del mais, principale coltura cerealicola regionale (+14,3%), hanno controbilanciato l’annata complessa dei cereali autunno-vernini e contribuito ad attenuare la contrazione produttiva registrata dalle colture frutticole (-9,9% in confronto al 2024). Stabile il settore florovivaistico con 1,8 miliardi di unità prodotte.
Bilancio positivo anche sul versante della zootecnia, con un valore generato in crescita del 12,4%. Al contrario però delle coltivazioni agricole, qui l’incremento delle quotazioni è stato predominante rispetto ai volumi produttivi, che sono sostanzialmente invariati rispetto al 2024.
Spostando il focus, invece, sul contesto lavorativo e commerciale vissuto dalle aziende agricole nel 2025, emerge un quadro ambivalente: il numero delle imprese agricole registrate alla Camera di Commercio, in linea con l’andamento generale del Veneto, è diminuito del 2,1% (56.553 unità totali), mentre l’occupazione, con 58.000 addetti, è salita del 5,3%.
Decisivi, in questo senso, soprattutto l’aumento dei prezzi (+5,1%) oltre che dei volumi prodotti (+2,2%), con equilibri differenti tra i comparti del settore primario veneto.
Nello specifico, le coltivazioni agricole, caratterizzate da un incremento di valore del 5,2%, hanno giovato più della crescita delle quantità prodotte (+4,1%) che dell’aumento dei prezzi (+1%), grazie soprattutto alla buona resa di alcuni dei fiori all’occhiello dell’agricoltura veneta.
Durante la vendemmia 2025, sono stati raccolti quasi 15 milioni di quintali di uva raccolti, in crescita del 6,8% sul 2024. Tra le colture industriali di punta sul territorio nazionale, soia e tabacco hanno fatto segnare rispettivamente un +4,1% e un +16% sui quantitativi del 2024.
Incisivo anche l’andamento delle colture ortive (+14%, con 875.000 tonnellate prodotte), che insieme alla ripresa del mais, principale coltura cerealicola regionale (+14,3%), hanno controbilanciato l’annata complessa dei cereali autunno-vernini e contribuito ad attenuare la contrazione produttiva registrata dalle colture frutticole (-9,9% in confronto al 2024). Stabile il settore florovivaistico con 1,8 miliardi di unità prodotte.
Bilancio positivo anche sul versante della zootecnia, con un valore generato in crescita del 12,4%. Al contrario però delle coltivazioni agricole, qui l’incremento delle quotazioni è stato predominante rispetto ai volumi produttivi, che sono sostanzialmente invariati rispetto al 2024.
Spostando il focus, invece, sul contesto lavorativo e commerciale vissuto dalle aziende agricole nel 2025, emerge un quadro ambivalente: il numero delle imprese agricole registrate alla Camera di Commercio, in linea con l’andamento generale del Veneto, è diminuito del 2,1% (56.553 unità totali), mentre l’occupazione, con 58.000 addetti, è salita del 5,3%.





