VENETO: in quattro anni sono andati in pensione il 40% dei medici di base
Aumentare i posti all'università non basta più
Redazione Online
07/19/2026
Male medical professional working at desk, writing prescription, wearing white lab coat and stethoscope in clinical workspace. Medicine and health care
La riorganizzazione della sanità sul territorio non è solo una questione di fondi del Pnrr o di nuove mura per le Case della Comunità, ma deve partire da un dato di realtà: la popolazione invecchia, è più fragile e ha bisogni di cura diversi rispetto al passato.
A lanciare un chiaro messaggio sul futuro della salute di prossimità è Andrea Dini, segretario provinciale della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) di Padova, intervenuto al convegno di Anap Confartigianato Veneto dedicato proprio ai servizi per la terza età.
Un ricambio generazionale senza precedenti
Tra il 2021 e il 2025 è andato in pensione il 40% dei medici di medicina generale del Veneto. I numeri sono impressionanti e fotografano una situazione che tocca da vicino ogni comunità locale, comprese quelle della nostra diocesi.
Secondo il segretario della Fimmg, aumentare i posti all'università non basta più. Per salvare la medicina di famiglia serve un cambio di rotta concreto: meno burocrazia, più personale di supporto negli studi medici e condizioni di lavoro che rendano la professione nuovamente attrattiva per i giovani laureati.
Case della Comunità, uno strumento ma non la soluzione a tutti i mali
Nel corso dell’incontro Dini ha definito le Case della Comunità  "una grande opportunità", sottolineando però che "sono uno strumento del nuovo modello, non il modello stesso" e che il loro successo dipenderà dalla "capacità di integrarsi con la rete capillare degli studi dei medici di medicina generale, evitando duplicazioni e valorizzando il lavoro di tutti i professionisti della sanità territoriale". "Il  medico di medicina generale continuerà ad essere il punto di riferimento dei cittadini, conservando il valore del rapporto fiduciario costruito negli anni e integrandolo con un’organizzazione più moderna, collaborativa ed efficace. La vera sfida non è costruire nuove strutture - ha concluso il segretario della Fimmg padovana - ma una sanità territoriale capace di prendersi cura delle persone in modo continuativo, integrato e vicino ai loro bisogni".