VENETO: salute mentale, il sistema ha falle strutturali
Così le minoranze in consiglio regionale
Redazione Online
10/17/2026

"La situazione della salute mentale in Veneto sta toccando livelli di criticità inaccettabili, confermati da quanto ha denunciato l’Associazione Italiana Tutela Salute Mentale (Aitsm). Siamo di fronte a un sistema che mostra falle strutturali profonde su cui la giunta regionale continua a glissare, accontentandosi di risposte di facciata mentre i servizi territoriali si svuotano e le famiglie vengono lasciate sole nel disorientamento". A dichiararlo sono le consigliere regionali del Pd e componenti della commissione consiliare Sanità, Chiara Luisetto (Vicepresidente), Anna Maria Bigon e Monica Sambo, commentando l’audizione che si è tenuta presso la Quinta commissione del consiglio.
"Il primo grande problema sono le risorse - spiegano le esponenti Dem -. In Veneto si continua a investire troppo poco, costantemente sotto la soglia minima del 5% del Fondo Sanitario Regionale (Fsr) destinata alla salute mentale. Questa penuria di stanziamenti si traduce drammaticamente nella carenza cronica di figure professionali - dai Terp agli psicologi - professionisti che purtroppo ci sono ma scelgono di lavorare altrove o nel privato a causa di condizioni lavorative non più sostenibili. A questo si aggiunge un turnover continuo del personale che genera spaesamento e mina profondamente la continuità assistenziale, lasciando le famiglie in balia dell’incertezza".
Le consigliere denunciano aperture parziali dei Centri di Salute Mentale (Csm) e chiusure.
Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra evidenzia come "in Veneto c’è un’emergenza legata alla salute mentale. Come ha ricordato il professor Stefano Vicari, primario di Neuropsichiatria infantile all’ospedale Bambino Gesù di Roma, dal 2013 a oggi gli accessi al pronto soccorso pediatrico per tentativi di suicidio e autolesionismo sono passati da 250 a 1.600. Inoltre, il 19% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni presenta problemi di salute mentale. I numeri - aggiunge - dimostrano le conseguenze di queste scelte. Il Veneto è tra le regioni che destinano alla salute mentale la quota più bassa della spesa sanitaria: circa il 2-3%, contro il 7% del Trentino-Alto Adige. Abbiamo circa 5,4 psichiatri ogni 100 mila abitanti, rispetto a una media nazionale di 10, e 2,5 psicologi ogni 100 mila abitanti, contro una media di 4,5".







