CARD. ZUPPI: "L’Italia è un Paese da evangelizzare!"
Non più rinviabile una riflessione sulle strutture
Redazione Online
09/23/2026

"L’Italia è un Paese da evangelizzare! Allora sembrò un’affermazione forte per un Paese di antica cristianizzazione. Ma oggi quell’affermazione, senza divenire uno slogan, è un’eredità e un impegno per noi". Così il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, il 21 settembre al consiglio permanente della Cei ha attualizzato l’eredità del primo Convegno ecclesiale nazionale, celebrato a Roma nel 1976 su "Evangelizzazione e promozione umana".
"In mezzo secolo, il clima culturale, sociale e politico è immensamente cambiato - ha osservato Zuppi aprendo il Consiglio permanente dei vescovi italiani -. Ma quei vescovi avevano centrato la vocazione permanente della nostra Chiesa: comunicare il vangelo agli italiani e alle italiane, che cambiano con il passare delle generazioni. Senza nascondere le difficoltà, la storia spirituale del popolo italiano non si fa con le misurazioni di efficacia, ma è qualcosa di più profondo - ha spiegato il cardinale -. Dal primo appuntamento di Roma ha preso avvio il percorso dei successivi Convegni ecclesiali decennali fino al Cammino sinodale: ogni tappa, secondo le forme possibili del momento in cui veniva vissuta, ha segnato uno snodo importante per la nostra storia. In mezzo secolo, la Chiesa ha accompagnato diverse generazioni di italiani e italiane sulla via della fede, parlando al cuore delle persone, promuovendo tante e diverse forme di promozione umana – per usare il linguaggio del 1976 – che è parte integrante dell’evangelizzazione. Cinquant’anni dopo, il nesso tra evangelizzazione e attenzione all’uomo resta il criterio per leggere questo tempo di guerre e nuove fragilità - la tesi di Zuppi -. È questo nesso, non un’esigenza organizzativa, a rendere non più rinviabile una riflessione sulle nostre strutture, secondo quanto emerso dal Cammino sinodale. Questo vale per le funzioni della Conferenza Episcopale Italiana e delle Conferenze Episcopali Regionali e per il nostro Statuto".
"In una grande missione c’è bisogno di tutti - l’appello del presidente della Cei -: dobbiamo allargare il nostro sguardo oltre le strutture parrocchiali, senza mai trascurarle, accogliendo con favore tanti e diversi percorsi di evangelizzazione, di comunità cristiana. È stato sempre così nella storia del nostro Paese. E oggi, in una società complessa o in grandi città, è ancor più necessario che ci siano percorsi differenziati, tutti animati dallo spirito del Vangelo e dal desiderio di spezzare il pane della Parola di Dio".







