
Nella fredda mattinata di giovedì 10 dicembre gli alunni della scuola media del Collegio Balbi Valier si sono incamminati per fare lezione all’aperto: dalla sede della scuola (Pieve di Soligo) alla chiesetta di San Gallo (Soligo). Come si chiama quel fiume che corre dietro la scuola? Dove nasce? Dove finisce? Che significato ha quel colle su cui in questi giorni si staglia un bell’albero di luci? Cosa si vede lassù in alto? Quali sono i segni dell’interazione dell’uomo con l’ambiente? Gli insegnanti hanno invitato i ragazzi ad osservare il paesaggio circostante, offrendo interessanti informazioni di carattere storico, artistico e naturalistico. Gli studenti hanno poi elaborato gli appunti in classe producendo una relazione scritta sull’esperienza vissuta.
“In questa passeggiata abbiamo fatto un salto nel passato, dal Medioevo al Rinascimento” - scrive Pietro. “In un punto preciso sembrava che il percorso finisse - racconta Ludovico - ma dietro l’angolo c’era un mulinetto che nel Medioevo serviva per sopravvivere e per incontrarsi”. “Nella chiesa di San Pietro e Paolo a Soligo, prima tappa del nostro percorso, abbiamo scoperto un affresco di Francesco da Milano del Rinascimento” segnalano Aurora e Giorgia; “All’interno c’è un organo antico - aggiunge Melissa - chiamato callido: ce ne sono solo 200 in Italia”. “Per me è stata un’uscita utilissima - commenta Nicholas -: ho imparato che non serve andare in capo al mondo per vedere delle cose belle, ma sono qui vicino a noi”.
L’iniziativa, che si ripeterà in primavera, è parte di una articolata unità didattica di apprendimento che intende promuovere la conoscenza del territorio locale e sensibilizzare i ragazzi sulla tematica ambientale, osservando da vicino la ricchezza della biodiversità, i fenomeni atmosferici (anche imprevisti) e i cambiamenti stagionali.






