CARO ENERGIA: 300 milioni di aumenti a fine anno per la Marca Trevigiana
Le stime di CNA Treviso fissano al 20% medio l’aumento dei costi energetici a fine 2026 per famiglie ed imprese
Redazione Online
10/19/2026

Una stima prudente, che fissa i rincari energetici ad un +20%. Lo scenario delineato da uno studio di CNA elaborato a livello nazionale ipotizza per imprese e famiglie italiane un conto salatissimo relativamente a benzina, gasolio, elettricità e gas.
A livello italiano, la spesa raggiungerebbe circa 206 miliardi, oltre 33 miliardi in più rispetto ai 172,5 miliardi stimati per lo scorso anno. Un livello superiore persino al 2022 quando la spesa energetica per famiglie e imprese raggiunse i 202 miliardi. Per le famiglie italiane in media un incremento di spesa di oltre 500 euro su base annuale, mentre per l’intera platea delle imprese un aggravio di oltre 4.500 euro.
Per la Marca trevigiana, nel suo complesso, la spesa energetica potrebbe salire da circa 1,3 miliardi del 2025 a circa 1,6 miliardi a fine 2026, considerando dunque un aumento attorno al 20% (dati di stima). Un incremento di 300 milioni circa.
“I rincari sono sotto gli occhi di tutti e la stima di 300 milioni di euro di maggiori costi energetici per la Marca a fine anno rappresenta uno scenario già prudenziale: in caso di aumenti dei prezzi più marcati, fino al 30%, il conto potrebbe diventare ancora più pesante – dichiara Gianpaolo Stocco, presidente di CNA Provinciale di Treviso –. Per famiglie e imprese si tratta di una vera e propria stangata, che si aggiunge a costi già elevati e difficilmente sostenibili. Da mesi chiediamo interventi strutturali per ridurre il peso dell'energia, a partire da una revisione della tassazione e delle accise che gravano sui costi energetici, e strumenti concreti capaci di riportare le bollette su livelli più sostenibili. La situazione continua a peggiorare e l'inverno è ormai alle porte".
"Se i prezzi continueranno a crescere senza risposte adeguate - , molte imprese rischieranno di non riuscire più a reggere l'impatto dei costi - spiega Stocco - e potrebbero essere costrette a fermare l'attività. Per questo ci uniamo all'appello di CNA nazionale: ridurre il prezzo dell'energia deve diventare una priorità della politica economica. Per artigiani e piccole imprese, bollette più pesanti significano meno risorse da destinare agli investimenti, all'innovazione e all'occupazione. In vista della prossima legge di bilancio chiediamo l'istituzione di un fondo da un miliardo di euro l'anno per sostenere la realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici destinati all'autoproduzione energetica delle micro e piccole imprese, anche attraverso lo strumento dell’iperammortamento. È una misura concreta e applicabile per abbattere i costi, ridurre la dipendenza dalle oscillazioni dei mercati e accelerare la transizione energetica, rafforzando al tempo stesso la competitività del nostro sistema produttivo”.
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