VENDEMMIA 2026: di buona qualità, precoce e selettiva
Il punto di vista di Nadal e Passador
Redazione Online
08/16/2026
Che vendemmia ci aspetta nella Marca Trevigiana? Ne abbiamo parlato con due imprenditori di provata esperienza, Valerio Nadal presidente del Condifesa TVB con vigneti a Musile di Piave e Franco Passador presidente e Amministratore delegato di Vivo Cantine viticoltori del Veneto orientale.
Nadal non ha dubbi: «Come qualità sarà ottima. Ci sono stati tutti i presupposti dal punto di vista meteo che il prodotto che ne deriva sia di buona qualità. Manca ancora qualche giorno alla vendemmia, l’unica preoccupazione è che dobbiamo sostenere fatica e costi per l’irrigazione dovuta ad una emergenza climatica che è la siccità. In alcune zone sono quasi due mesi che non piove, fortunatamente oggi i Consorzi di bonifica sono riusciti a gestire al meglio il bene prezioso che si chiama acqua. Speriamo che riescano a gestirla per qualche giorno nell’attesa che arrivi qualche pioggia. Il momento difficile lo stanno subendo le zone della Pedemontana. C’è inoltre la pericolosità del cuneo salino che sta salendo».
Passador ha spiegato che «la vendemmia 2026 nel Veneto Orientale si presenta anticipata, complessa e molto differenziata da zona a zona. Le alte temperature hanno accelerato la maturazione delle uve, in particolare delle varietà precoci, e con ogni probabilità determineranno un avvio della raccolta prima rispetto al calendario ordinario. Non possiamo tuttavia parlare di un’unica vendemmia per tutto il territorio. Le grandinate e temporali intensi hanno colpito in modo localizzato, causando in alcuni vigneti una riduzione anche significativa della produzione e danni diretti ai grappoli, mentre altre aree mantengono un potenziale produttivo regolare e uve in buone condizioni. Al momento, le prospettive qualitative rimangono complessivamente incoraggianti. Lo stato sanitario delle uve appare generalmente buono e, dove la vite non ha subito danni importanti o stress idrici eccessivi, vi sono le condizioni per ottenere vini equilibrati e di qualità. Sul piano quantitativo, invece, il risultato sarà inevitabilmente a macchia di leopardo: alle zone con produzioni nella norma potranno contrapporsi aziende penalizzate dalla grandine, dal caldo persistente e dalla disidratazione degli acini. Le prossime settimane saranno decisive. Sarà necessario seguire con grande attenzione l’evoluzione meteorologica, verificare la maturazione tecnologica e aromatica delle uve e individuare, vigneto per vigneto, il momento più opportuno per la raccolta. Un ulteriore periodo di caldo intenso potrebbe anticipare ancora la vendemmia e ridurre le rese, mentre escursioni termiche più favorevoli aiuterebbero a preservare acidità, freschezza e profilo aromatico».
Passador ha concluso: «Possiamo quindi attenderci una vendemmia 2026 precoce, selettiva e impegnativa, probabilmente buona sotto il profilo qualitativo, ma con risultati produttivi non uniformi. Ancora una volta saranno determinanti la professionalità dei viticoltori, il monitoraggio costante dei vigneti e la capacità delle imprese del Veneto Orientale di adattarsi a condizioni climatiche sempre più estreme e imprevedibili».

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