DIOCESI: è mancato mons. Emilio Silvestrini
Originario di Basalghelle, è stato canonico della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma
Alessio Magoga
06/29/2026
Mons. Silvestrini con papa Francesco (foto: L'Azione)
Si è concluso sabato 27 giugno 2026, a Roma, il cammino terreno di mons. Emilio Silvestrini, all'età di 91 anni. Il sacerdote, originario di Basalghelle, ha trascorso la sua vita a servizio delle parrocchie della nostra diocesi e poi presso la Curia Romana. 
Il percorso sacerdotale di Mons. Silvestrini è iniziato nelle comunità parrocchiali della diocesi di Vittorio Veneto. Ha esercitato il suo ministero in diverse realtà locali, prestando servizio come vicario cooperatore a San Giorgio di Livenza, Tarzo, Lutrano, Torre di Mosto, Chiarano e San Vendemiano. Come parroco è stato poi a Boccafossa e Senzielli, e acriprete parroco a Sant'Anastasio.
La seconda parte della sua vita sacerdotale si è svolta a Roma, dove per le sue competenze ha servito la Chiesa universale. È stato Segretario della Pontificia Accademia per la Vita, contribuendo con il suo lavoro al dibattito ecclesiale sui temi bioetici. La sua presenza a Roma è stata segnata anche dal servizio come Canonico del Capitolo Liberiano presso la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, luogo in cui ha vissuto gli ultimi anni della sua missione.
La messa esequiale sarà celebrata domani, martedì 30 giugno 2026, alle ore 10, presso la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore a Roma. Per permettere ai fedeli della nostra Diocesi di unirsi al ricordo del sacerdote, mercoledì 1° luglio 2026, alle ore 10, verrà celebrata una messa in suffragio nella chiesa parrocchiale di Basalghelle, presieduta dal Vicario generale, mons. Gianluigi Papa. La salma sarà infine tumulata nel cimitero di Basalghelle, suo paese natale.
In questo momento di dolore, la famiglia e la comunità diocesana affidano don Emilio alla misericordia di Gesù Buon Pastore. Un ringraziamento particolare alla direzione e al personale della Casa "San Gaetano" del Santuario del Divino Amore a Roma, per le premurose cure prestategli durante la malattia.

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